Alberto Dassisti – Casa Don Angelo Carioni Gran San Bernardo

I pellegrini che partivano da Canterbury seguendo la Via Francigena incontravano grandi tre ostacoli: la Manica, le Alpi e il Po.

Proprio sulle Alpi, al confine fra Svizzera e Italia, sorge un ostello che riveste un ruolo significativo grazie alla sua collocazione geografica.

È l’ostello nel posto più alto.

Il Gran San Bernardo è la porta d’ingresso nel nostro paese, dove confini e montagne stabiliscono un punto di passaggio.

In un lungo cammino tutte le tappe sono piccole e grandi conquiste, ci sono però tappe più significative di altre. Alcune si possono definire tappe di passaggio, altre sono determinanti.

Ci sono tappe che ti portano a tirare un respiro di sollievo e dire: «Se ce l’ho fatta fin qua posso andare oltre. Se ce l’ho fatta fin qua il resto sarà più facile.».

Non sono in molti a partire dall’Inghilterra per camminare verso Roma, ma chi arriva al Gran San Bernardo, il punto con la quota più alta di tutto il cammino, almeno per un momento forse è portato a pensare: “Da qui la strada è tutta in discesa…».

Chi è in cammino sa quanto sia importante arrivare a sera in un luogo pensato per ospitarlo con un certo stile.

Quando poi hai la fortuna di poterti fermare in un luogo significativo, che ha avuto un ruolo nella storia e dove prima di te si sono fermate migliaia di pellegrini difficilmente ti fai sfuggire l’occasione…

Alberto Dassisti si occupa della “Casa Don Angelo Carioni”.

DSCF5152

Alberto, qual’è il tuo ruolo nella Via Francigena?

Sono Presidente dell’ “Associazione Gran San Bernardo Onlus” di Lodi che, nel 2010, ha acquistato una casa a 2208 metri di quota nella Valle del Gran San Bernardo, a 2 Km dal Colle in località Fonteinte.

Lungo la Via Francigena, da Canterbury a Roma, è il primo ostello che i pellegrini incontrano in Italia.

La casa è dedicata a Don Angelo Carioni, sacerdote lodigiano e grande comunicatore che negli anni 70 e 80 fece grandi cose con i ragazzi in quei luoghi magici.

Abbiamo rivitalizzato la Casa per creare un luogo in cui consentire a giovani, e non solo ai giovani, di fare esperienze formative, come accadde anni fa a me e agli altri otto fondatori dell’Associazione.

Offriamo anche ospitalità, in stile positivo e sobrio, ai pellegrini e ai passanti lungo la Francigena.

Proponiamo anche eventi come la “Giornata Montana della Gioventù” che si svolge ogni due anni l’ultimo fine settimana di Giugno e il “Week end dell’Amicizia” nel mese di settembre di ogni anno. Agli eventi partecipano centinaia di giovani e decine di ciclisti che partono da Corte Palasio, in provincia di Lodi.

La “Giornata Montana della Gioventù” è un momento di proposta ai giovani, un migliaio circa, che arrivano da tutta Italia. L’evento viene trasmesso in diretta televisiva mondiale su Telepace.

Si tratta di un meeting nel quale relatori di fama nazionale parlano ogni volta di un tema riguardante i giovani e la Via Francigena. Numerosi sono gli eventi collaterali quali il Festival Corale Internazionale, Osservazioni astronomiche notturne, degustazioni prodotti tipici e altro ancora.

Il “Week end dell’Amicizia” si svolge ogni anno il secondo fine settimana di settembre. È una grande festa di fine anno. Lo scopo principale è di trascorrere alcune ore in amicizia col grande falò serale e grolla valdostana.

Molto amici arrivano in auto, ma qualcuno dal 2012 ha deciso di venire in bici da Corte Palasio, con un viaggio promosso dall’organizzazione “Ciclistica San Giorgio” di Corte Palasio, di cui faccio parte. Tre giorni di bici all’insegna di sport e amicizia senza nessun agonismo!

Nei primi due giorni si percorrono circa 120 km al giorno, mentre il terzo giorno è dedicato agli ultimi 50 chilometri, fra i quali ci sono i 36 di salita, abbastanza impegnativa, sino alla Casa Don Angelo Carioni.

Nel 2013 eravamo in quaranta ciclisti! Fra qualche anno saremo centinaia (è una scommessa che vinceremo).

Com’è nata l’idea dell’ostello?

Fino agli anni 90 la struttura era una casa dedicata all’ospitalità di gruppi parrocchiali, è stata poi ceduta ed è divenuta un’attività commerciale. Questo cambiamento mi allontanò per diversi anni dalla Valle.

Nell’estate del 2009, passando per caso dopo tanti anni, dal Gran San Bernardo seppi dalla proprietà che l’immobile era in vendita.

Preso dall’emozione dei ricordi, dei bei momenti vissuti in quel luogo, tornai velocemente a Lodi, parlai con alcuni amici e nacque in neppure un mese il progetto: farlo tornare un luogo di ospitalità e di accoglienza che favorisse esperienze formative significative.

Nell’estate 2010 riuscimmo a riaprire la struttura.

Quale è la posizione dell’ostello?DSCN0520

La casa si trova a due chilometri dal Colle in località Fonteinte, un punto stupendo dal quale si domina la valle. Duemila anni fa vi sorgeva una mansio romana…

Grazie ai recenti lavori di ristrutturazione la Casa Don Angelo Carioni, dalla prossima apertura, potrà ospitare circa ottanta persone in due aree distinte.

Due piani saranno dedicati all’ospitalità di gruppi che si potranno fermare per più giorni, gruppi scout, campi-scuola, campi-famiglia, oratori.

Un piano sarà dedicato ai pellegrini e ai passanti.

I pellegrini possono pernottare e cenare con il menù del pellegrino.

Se dici che sorgeva una mansio romana immagino che la casa abbia una lunga storia…

La Casa ha origini romane, è del 10 a.c. circa.

Più volte è crollata ed è stata ricostruita.

Nel 1600 fu un ospitale per i viandanti, molti rimanevano bloccati in alta quota e veniva data loro ospitalità.

Nel 1800 divenne un’osteria… Le botti del vino in cantina diedero il nome alla zona: località “Cantine”.

In seguito fu casa dei partigiani e poi casa della Guardia di Finanza.

Davanti alla casa c’era la sbarra del confine di stato.

Dal 1968 agli anni 90 fu casa vacanze per gruppi parrocchiali, in quel periodo la parrocchia “San Bernardo” di Lodi vi organizzava i campi estivi con alcuni sacerdoti fra i quali l’indimenticato don Angelo Carioni al quale è stata dedicata la casa.

Il resto è storia recente. Le fondamenta della struttura sono ancora quelle romane originarie.

Per quanto tempo è aperto la casa?foto_1_casa_don_angelo_carioni

La casa è aperta dal 1° giugno al 30 settembre di ogni anno. Sono la date di apertura della strada per il Colle del Gran San Bernardo.

Hai qualche episodio particolare da raccontare?

Da noi passano circa cento pellegrini ogni anno, metà a piedi e metà, in bici, per il 60% sono stranieri. La casa è comunque aperta tutti.

Di episodi particolari al Gran San Bernardo ne capita uno al giorno. Quello che è eccezionale è la varietà di persone che transitano in estate dal “Grande”.
Provengono da tutta Europa, ma anche da ogni luogo del mondo, Australia, Canada, Sud America, India…

Portano con sé le loro esperienze di vita diversissime, dal grande manager della finanza in Ferrari al ragazzo con lo zaino sgualcito e gli scarponi dalle suole lise che cammina verso Roma. Entrambi stregati dalle magie del Gran San Bernardo.

Nella casa c’è anche un’enoteca, un giorno ho incontrato un pellegrino svizzero in un tratto della via Francigena in Piemonte ed era contento di parlarmi proprio dell’enoteca più alta d’Europa.

Ci dici qualcosa di più?

L’ Enoteca “Enoetica” è aperta a tutti. È gestita da volontari e offre solo prodotti genuini di alta qualità tipici del territorio valdostano e del territorio lodigiano.

Si è scelto di offrire prodotti locali e prodotti del territorio in cui vivono i membri dell’associazione.

I proventi vengono gestiti dall’Associazione Gran San Bernardo Onlus per organizzare le proprie attività formative e di proposta.

Quali sono i riferimenti per contattare la casa?

Telefono 3356012847
Sito www.gransanbernardo .org
Facebook Associazione-Gran-San-Bernardo-Onlus
Facebook Enoetica Enoetica Gran San Bernardo

Lasciaci un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.