Creare un’offerta turistica accessibile sul cammino di S. Benedetto

L’obiettivo è ambizioso: rendere accessibile il cammino di San Benedetto, da Norcia a Cassino. Alberghi, chiese, monumenti, musei, sentieri e strade. Un lavoro gigantesco, eppure c’è chi ci sta lavorando: è FreeWheels onlus, associazione fondata da Pietro Scidurlo, che, tra le tante imprese, ha percorso il cammino di Santiago in handbike, da cui è scaturita la guida “Santiago per tutti” (Terre di mezzo editore). In queste settimane hanno mappato il Cammino di San Benedetto per 270 chilometri, da Rieti a Cassino. “Abbiamo per ora tralasciato le zone terremotate per evidenti motivi -spiega Scidurlo-. Il nostro obiettivo è quello di rilevare le criticità. I risultati poi vengono messi a disposizione degli enti locali e degli operatori turistici per iniziare a trovare delle soluzioni”. La mappatura è parte del progetto “OpenUpRoutes! – Let’s make ways accessible to all” cofinanziato dall’Unione europea, che mira a creare un’offerta turistica accessibile lungo il Cammino di Santiago e quello di San Benedetto.

Il team di FreeWheels ha censito quasi 2000 i punti d’interesse in 40 comuni/frazioni attraversati. Ben 180 le strutture visitate, nelle quali è stata effettuata una prima valutazione sull’accessibilità e sui servizi offerti. Ne è emerso che sono accessibili 400 punti di interesse e 15 strutture per l’ospitalità. “I numeri non ci devono spaventare. Il nostro obiettivo non è puntare il dito contro chi non ha luoghi accessibili -aggiunge Scidurlo-, ma individuare i problemi e proporre soluzioni“. Oggi si è svolta a Subiaco la prima tavola rotonda con sindaci e operatori turistici interessati. C’è poi il capitolo delle zone terremotate. “Quello che auspichiamo è che nella fase di ricostruzione l’accessibilità sia considerata fondamentale e un’opportunità di sviluppo turistica”.

Redazione: Dario Paladini, 25.11.016

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