Il decalogo del buon camminatore

Decalogo

Eliminare il superfluo, spirito di adattamento, accettare gli imprevisti: ecco cosa mettere nello zaino prima di partire. I consigli dell’associazione Compagnia dei cammini.

“L’anno dei cammini d’Italia”: si calcola che ci siano circa 6.500 chilometri di percorsi  naturalistici, religiosi, culturali e spirituali. Per chi decide di passare l’estate lungo uno di questi itinerari, la Compagnia dei Cammini ha redatto un decalogo su cosa mettere nello zaino e con quale spirito bisogna partire.

I primi punti sono dedicati allo spirito del camminatore.

  1. Per partecipare a un cammino è necessario desiderare di liberarsi dalle ansie della quotidianità e lasciarle a casa. Camminare aiuta a liberare la mente dagli stress, facendo emergere la soluzione ai problemi e scaricare l’energia negativa accumulata in mesi di lavoro”.
  2. Il cammino richiede un buono spirito d’adattamento. Questo permette di apprezzare esperienze che mai avreste pensato possibili, come ad esempio dormire una notte all’aperto, sotto la luna piena e sperimentarvi in situazioni diverse da quelle consuete, riuscendo ad affrontarle e portarle a termine.
  3. Valorizzare l’incontro. Perché è l’incontro il vero valore del cammino, l’incontro con la natura fuori e dentro di noi, l’incontro con chi vive in modo semplice che ha tanto da insegnarci, l’incontro con chi vive in luoghi diversi dai nostri, l’incontro con persone speciali che hanno avuto il coraggio di scelte di vita controcorrente.
    Ci sono poi indicazioni su cosa mettere nello zaino e sullo stile con cui affrontare le giornate di cammino.
  4. Imparare a distinguere tra superfluo e necessario. Eliminando il superfluo dallo zaino e dalle menti, tutto sarà più leggero.  Si scoprirà quali sono le comodità inutili a cui siamo abituati e di quali possiamo fare a meno, cosa è strettamente necessario nell’igiene quotidiana, che cosa è necessario mangiare e cosa invece è solo un’abitudine.
  5. Accettare gli imprevisti. Niente è irrimediabile e durante un cammino gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Perdere un sentiero, arrivare col buio, non trovare viveri là dove ci si aspettava, sono imprevisti che spesso hanno qualcosa da insegnarci. Il cammino insegna ad affrontarli e a consolidarsi in situazioni nuove.
  6. Diventare irreperibili. Il viaggio a piedi offre l’opportunità di staccare il telefono almeno durante il giorno. La regola non è obbligatoria, ma durante il cammino spegnere il cellulare aiuta ad allontanarsi dalla quotidianità per essere presenti nell’esperienza che stiamo compiendo.
  7. Impariamo a vivere in gruppo. Il cammino è un’esperienza individuale, ma è importante essere aperti a chi ci circonda e affianca la nostra strada. Se abbiamo deciso di compiere un viaggio di gruppo è importante accettarne le dinamiche, mettendo a disposizione le nostre competenze e la voglia di conoscere i nostri compagni di viaggio.
  8. Non correre! Per scoprire la pace interiore della lentezza consapevole, è importante a camminare con passo lento, guardandosi intorno, perché c’è sempre un fiore nuovo, un insetto, un colore che aspettano di stupirci. Il cammino non è competizione, anzi il ritmo del gruppo si deve adattare al ritmo del più lento.
  9. Scopri il silenzio! È bello il viaggio in gruppo perché si conosce gente nuova, si comunicano esperienze e si approfondisce la conoscenza degli altri. Ma non bisogna dimenticare che il cammino è anche un momento per sè, in cui scoprire anche la bellezza del silenzio, dell’ascoltare il proprio passo, il respiro, i suoni della natura. I compagni di cammino me ne saranno grati!
  10. Non caricherò la guida di troppe aspettative. La guida è a disposizione per risolvere ogni problema, ma non bisogna scaricare su di lei, se la propria scelta non era sufficientemente motivata e ponderata. Mi chiederò piuttosto perché ho partecipato proprio a questo cammino, quali erano le mie aspettative e dove sono venute meno. E forse scoprirò che comunque qualcosa da insegnarmi tutto questo ce l’ha.

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