Diario di Santiago per tutti – Quinta parte

Un viaggio per scrivere la prima guida del cammino di Santiago dedicata alle persone con disabilità fisica o sensoriale. Sostieni il progetto Santiago per tutti, acquistando in anticipo la tua copia o con una donazione. Aiutaci a tracciare questo importante percorso. Leggi la prima parte.

di Pietro Scidurlo

Quando siam partiti da Carrion de Los Condes il sole era già sopra l’orizzonte ma non abbastanza per riscaldare l’aria della Meseta, che come ricordavo è molto fresca.

Quel giorno abbiamo deciso di applicare un nuovo metodo di lavoro. L’inserimento nel db di albergue e servizi nei paesi ci porta via molto tempo, pertanto abbiamo decisi di dare più spazio alla mappatura, e poi un giorno quando ci sarà un po di tempo, mentre tre di noi girano la città, uno inserisce. E cosi abbiamo fatto. Abbiamo attraversato paesi come Calzada del Los Molinos o Calzadilla de la Cueza, Ledigos dove i maggiori incontri son quelli con hospitaleri sempre più pronti ad accogliermi. Un po’ perché il cammino sta cambiando, un po’ perché sapevano del nostro arrivo un po’ perché quel sentido comun porta le persone a quel livello che spesso nella vita che conduciamo tendiamo a dimenticare: a quello stato di semplicità dove le cose che contano sono il sorriso, un abbraccio tra persone che non si conoscono, ma infondo che importa?! Non sono forse queste le cose che trasforrmano una dura giornata di lavoro, sotto un sole che spesso ci fa chiudere gli occhi, in un “quanto mi piace questa terra, quanto mi piace questo cammino”.

Sapevamo che a Moratinos Bruno ci attendeva…suoi ospiti come sempre. Ma prima di giungervi il mio occhio è caduto sulla splendida residenza quale quella dell’Albergue Los Templarios, dove credo la dicitura maestra sia “un posto dove la terra supera il cemento” poiché è una casa enorme, dove non si è risparmiato sullo spazio pensando come dico spesso io veramrnte a tutti, immersa in un terreno immenso. E questo albergue è visibile sia dal cammino che dalla strada. E a noi non poteva sfuggire questa stupenda oasi.

Da Bruno poi, finalmente, dopo l’accoglienza tipica delle più belle famiglie italiane, e una comida senza sconti, cosa che non mancheremo di segnalare nel nostro lavoro, finalmente a tavola non è mancato quel momento conviviale che solo cene comunitarie sanno regalare. E in un terreno dove è la nostra Italia a fare gli onori di casa, abbiamo un po’ seminato il lavoro che Free Wheels e Terre di Mezzo stanno facendo..e come volevasi dimostrare, se da un lato tutti conoscevano Terre e ne sottoscrivevano il lavoro di qualità sempre portato avanti attraverso le loro guide, dall’altro sempre più persone ci dicevano di aver visto tra internet, sito dell’Editore, e in forma cartacea nei vari albergue notizie sul nostro lavoro ee questo non poteva che essere una bella pacca sulla spalla. Un pieno di benzina sia per noi che siamo sul territorio, sia per coloro che, non dimentichiamo, da casa si sono attivati per rendere concreto ciò che vogliamo fare.

Ripartire l’indomani da Moratinos sarebbe stata dura…come è dura lasciare un paradiso…ma lo avremmo fatto col sorriso, con lo stesso sorriso col quale Bruno ci aveva accolto, e con lo stesso con il quale i fratelli di cammino ogni mattina ci salutavano; perché è questo che fa il cammino. Il cammino fa sorridere. Sempre! Anche quando fa male, quando tutto sempre finito..dietro quella collina ci aspetta l’immenso. Basta solo crederci..e noi non avremmo smesso di farlo alle porte delle Mesetas.

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