Da Aliano di Sotto ad Aliano



Da Ginosa ad Aliano – 4 tappe

A piedi tra Puglia e Basilicata

Sveglia presto. Il tragitto da percorrere è breve ma i corpi tendono verso la meta e quando il sole fa capolino dalla collina trova i teli della tenda già stesi ad attenderlo, gli zaini pronti. Il cammino volge al termine proprio quando iniziamo ad abituarci, saliamo leggeri. La strada spiana quando ci troviamo accanto una masseria: casa, capannoni e qualche recinto, un prato si affaccia sulla valle come un balcone, due sedie sgangherate lo trasformano in un punto panoramico. C’è un uomo seduto che guarda lontano, accanto a lui un altro fuma una sigaretta. Non ci hanno visto, pensiamo, mentre sfiliamo accanto alla loro proprietà. Poco dopo ci affiancano con l’auto, si accertano se abbiamo dormito comodi, fingono di voler riscuotere un affitto per aver campeggiato sul loro terreno; sfidiamo a ricordarsi della proprietà privata davanti ad un orizzonte d’argilla. Dall’alto del suo balcone però, il pastore la sorvegliava attentamente.

Le case si fanno più dense, anche i paesi hanno una periferia. Incrociamo la strada che sale dalla valle del Sauro, o che scende, dipende da come la vedi. Il cartello che ne sancisce l’inizio con il numero zero, suona come il termine di un conto alla rovescia. Smettiamo i vestiti del cammino prima di avviarci in piazza, sono le dieci e incrociamo i volti del risveglio. C’è un’aria stanca. Il festival è già iniziato da qualche giorno e se noi abbiamo km sulle spalle, alcuni dei presenti ha una o due albe con sé, viste rincorrendo l’ininterrotto programma della Luna e i Calanchi, l’evento per cui siamo qui. Ritroviamo gli amici conosciuti a Pomarico, salutiamo un Franco stordito o in estasi. Abbiamo ancora gli zaini sulle spalle e la testa in cammino, dopo il silenzio e la solitudine di questi giorni c’è bisogno di tempo per apprezzare la folla. Fuggiamo nei vicoli del paese in cerca di un posto per la notte e per le notti che verranno. Ci fermiamo davanti al civico 63.

Flavia e Andrea Flavia si occupa di migrazioni e viene dal mare, Andrea di foreste ed è originario dell’Appennino. Hanno storie e ritmi diversi ma i loro passi si incontrano in cammino.