Da Bardi a Borgotaro



La via degli Abati e il Cammino del Volto Santo – 8 tappe

Da Broni a Lucca lungo un antico cammino

Notte tranquilla nell’ostello parrocchiale di Bardi, sistemo le cose in cucina e preparo un tè per riempire il thermos, è un lusso che mi concedo in questo viaggio, il solo problema è che non sempre riesco a preparare un tè.

Solo la sera prima ho pensato che avrei potuto comprare il tè solubile, per poi preparare il tè perlomeno con l’acqua calda dei rubinetti. Così dalla partenza sto cercando il tè solubile nei negozi.

Il cielo è limpido come negli altri giorni, porto le chiavi e l’offerta a don Dante.

“Sai che stanotte a xxxx ha fatto 13 gradi sottozero?”

Non ricordo il nome del paese, ma non dev’essere molto lontano…

Chiedo a un signore dove posso buttare una bottiglia nella campana del vetro e si offre di portarla lui.

Scendo verso il fiume, passo il fiume tenendo il castello a sinistra.

La salita è dolce, io spingo a piedi, ma con una bici meno impegnativa si potrebbe pedalare fino al passo.

E’ una buona salita, da conquistare, ma senza strappi sovrumani.

Si ferma la prima auto.

“Cosa si è rotto?”

Rotto?

“No, niente si è rotto, in salita devo sempre spingere, non ce la faccio con questa bici a pedalare”.

“Ma quella bici lì non va bene”

Strano, non me lo ha mai detto nessuno.

Mi dicono poi di stare attento al freddo, ma sorvoliamo sui particolari funesti.

Si arriva alla località Pratofemmine e poi al passo Santa Donna a 1000 metri tondi tondi sul livello del mare.

Da qui è tutta discesa, il cielo è sempre limpido e la strada è sul versante sud.

Ne approfitto, mi fermo a lato della strada e mi riposo un poco, è primissimo pomeriggio e mancano pochi chilometri tutti in discesa.

Fa caldo, tolgo la giacca per far evaporare un po’ di sudore dalla giacca e dalle mie ossa.

Si ferma una prima auto per chiedere se va tutto bene.

Poco dopo mi sto massaggiando le braccia e si ferma una seconda auto:

“Tutto bene? Sei caduto?”

Probabilmente mi ha notato mentre mi massaggiavo e ha pensato avessi fatto un volo. Da questo momento devo stare fermo se passa un’auto altrimenti pensano che mi sia impastato.

Mi piacerebbe far asciugare al sole anche i pile, ma non è il caso.

Riparto in discesa.

La valle è molto ampia, offre un vasto senso dell’orizzonte, anche se a volte il sole è quasi accecante.

“Che bici!”

Son due ragazzi, sui quattordici anni, che appaiono dietro a una recinzione.

Freno, torno indietro e mi fermo a chiacchierare con loro, gli racconto il viaggio, fanno qualche domanda sulla bici. Dicono che conoscono la Graziella e notano la ruota anteriore da BMX.

Gli spiego le varie modifiche che ho dovuto fare alla bici nel corso degli anni e parlo del freno a contropedale.

Riprendo la discesa e arrivo a Borgotaro, telefono a Gino, l’ospitaliere che accoglie i pellegrini in arrivo alla parrocchia di Borgotaro. Luciano Allegri, referente della Via degli Abati, oggi ha impegni altrove per cui non può esserci, ma in altre occasioni è venuto ad accogliermi di persona.

Gino viene ad aprirmi i locali dei pellegrini.

Faccio in tempo a comprare qualcosa da cucinare per la cena, cerco qualcosa di facile e mi oriento verso un bel brodino che mi riscaldi lo stomaco.

Torno in ostello, preparo la cena e mentre scrivo questo diario scopro che mi avevano preparato un “rinfresco” in un punto lungo l’itinerario di oggi, ma io non son passato di là…

Che magra figura… ma io non lo sapevo, (certo, era una sorpresa…).

Questa cosa di andare sempre a occhio invece di tener fede ai tracciati mi mette in queste situazioni.

E’ però vero che con la Goat non posso seguire percorsi impegnativi e talvolta scelgo i più facili, comunque se lo avessi saputo mi sarei organizzato per un altro itinerario, oggi mi sarei potuto permettere anche qualche chilometro in più.

Proprio mentre scrivo mi chattano dicendo che anche a Bardi mi aspettavano.

Vabbè, in due giorni ho collezionato una bella serie di magre figure per cui ora mi chiudo nella mia vergogna e vi saluto.

Questo è il diario del viaggio di Giancarlo Cotta Ramusino – Girumin. Qui si trovano tutte le tappe pubblicate
Il suo racconto si può ascoltare su Radiofrancigena a questo link:
http://radiofrancigena.com/viaggiatori/girumin-broni-lucca/

Giancarlo Cotta Ramusino Informatico di professione, scout, appassionato di viaggi a piedi e in bicicletta. Nell’inverno del 2011 ha ripercorso le tracce della ritirata degli Alpini dalla Russia nel 1943. Per Terre di mezzo ha pubblicato Camminatori, guida pratica per esploratori, giramondo, viaggiatori, pellegrini,turisti, avventurieri. I suoi diari di Viaggio: http://www.percorsiditerre.it/diari-di-viaggio-di-giancarlo-cotta-ramusino/