Da Matassino a Sant’Antimo



Da Ciclomundi alla Viandanza – 6 tappe

In cammino tra due eventi sul turismo lento

Di Giancarlo Cotta Ramusino – Girumin

Parto verso sud, dopo il primo tratto in piano salgo per le colline.

Incontro una coppia di francesi in bici che girano per qualche giorno nella zona fra i vari agriturismi e B&B.
Incontro poi una coppia di neozelandesi in tandem, sono partiti da qualche giorno e puntano a risalire l’Italia par arrivare in Francia.
Facciamo due chiacchiere e cerco di dar loro qualche indicazione sulle strade da seguire, devono capire se salire lungo la costa ligure o valicare le Alpi.
Potrebbero seguire la via Francigena che attraversa le Alpi in Val Susa oppure seguire la via della Costa per entrare in Francia passando da Ventimiglia.

Se decideranno di salire lungo la Francigena converrà valutare se salire fino al passo della Cisa pedalando oppure salire su un treno.

Muoversi con un tandem non è facile e forse gli converrà cercare di percorrere qualche tratto in treno per evitare le salite più ripide e le strade più trafficate.

Vado verso Monte Oliveto Maggiore.

In questa zona un cicloturista non sbaglia mai, ovunque vai trovi un paesaggio interessante, ovunque ti fermi puoi godere di una vista che gratifica tutto lo sforzo fatto per arrivare in cima alla collina, davanti all’abbazia o al portone della rocca.

Comincia a piovere, vedo che le nuvole sono sopra di me. Ciò significa che se io mi sposto loro non mi bagnano, perché io vado dove non ci sono nuvole sopra di me…
Se loro restano ferme e non mi seguono io non mi bagno.

Sono sicuro, la mia teoria funziona, ma loro mi seguono…

Sembra però che siano un po’ pigre, la doccia è breve.

Arrivo a Buonconvento e giro vero Montalcino.
Un breve tratto in piano e poi inizia la salita.
Non tutti i posti che hanno nel proprio nome il concetto di “monte” sono in montagna, ma spesso questa parola fa pensare che siano in cima alla collina e che si raggiungano con un salita, spesso ardua e dura…

Me la ricordo questa salita, ricordo che quando ci sono passato anni fa, mentre andavo a Roma a piedi, ero talmente assetato da comprare una bottiglia d’acqua appena arrivato perché non potevo permettermi di aspettare e trovare una fontana.

La salita per Montalcino non è così terribile, non è drammatica, non occorrono gambe da ciclista scalatore dello Stelvio, ma… Cade la pioggia.

Poco, per il momento, poi aumenta e aumenta sempre di più, ormai sono nel mezzo del temporale. Tuoni e fulmini, fulmini e saette… Sono già fradicio.

L’idea di pedalare sotto il temporale non mi piace molto.
La pioggia non mi preoccupa tanto perché sono in movimento e non ho quasi niente addosso, appena smetterà di piovere sarò asciutto in pochi minuti.

La prospettiva di essere incenerito da un fulmine mi attrae un po’ meno, ma non ci sono posti che mi possano proteggere, evito quindi di fermarmi.
In questo caso secondo i manuali di sopravvivenza dovrei mettermi sotto il telo in mezzo a un prato e appiattirmi per essere meno ambito dai fulmini, ma io sono ottimista e continuo a pedalare.

Pedalo piano piano finché arrivo in cima alla salita, proprio nel momento in cui in cui smette di piovere.
Potrei arrivare a Sant’Antimo con la strada sterrata che passa da Villa a Tolli e poi scende all’abbazia, ma rischierei di arrivare troppo tardi e bello infangato.

Passo da Montalcino senza fermarmi, inizia la discesa, io sono fradicio e la temperatura non è ancora risalita, ho freddo.
Sono inzuppo e non pedalo, cosa che mi aiuterebbe a riscaldarmi, ma non è il caso di accelerare in queste condizioni.
Resisto per un po’, non è ancora una condizione impegnativa, oggi non ho ancora mangiato per cui non rischio un problema all’intestino.

Mancano pochi chilometri ormai, ma alla fine di ogni tappa i chilometri sembrano sempre più lunghi.

Se poi sei bagnato fradicio, se poi vedi che il temporale si è fermato, ma non se n’è andato, se poi devi arrivare prima che chiuda il solo e unico negozio del paese, sempre che ci sia ancora, sempre che oggi non sia nel giorno di chiusura…

Se si sommano diverse condizioni non vedi proprio l’ora di arrivare…

Giancarlo Cotta Ramusino Informatico di professione, scout, appassionato di viaggi a piedi e in bicicletta. Nell’inverno del 2011 ha ripercorso le tracce della ritirata degli Alpini dalla Russia nel 1943. Per Terre di mezzo ha pubblicato Camminatori, guida pratica per esploratori, giramondo, viaggiatori, pellegrini,turisti, avventurieri. I suoi diari di Viaggio: http://www.percorsiditerre.it/diari-di-viaggio-di-giancarlo-cotta-ramusino/