Da Sant’Antimo a Monteriggioni



Da Ciclomundi alla Viandanza – 6 tappe

In cammino tra due eventi sul turismo lento

di Giancarlo Cotta Ramusino – Girumin

Oggi c’è il sole… Per fortuna… La pioggia di ieri mi è bastata. Se c’era un prezzo da pagare per questo viaggio io credo di averlo pagato ieri. Spero di averlo pagato ieri.

In viaggio va accettato tutto quel che arriva, se si possono evitare le scomodità e giusto evitarle, ma talvolta vanno accettate per quel che sono.
Ieri non avevo alternative, non c’era un tettoia sotto la quale fermarmi, avrei potuto solo estrarre il telo dalle borse per ripararmi, ma non mi sarebbe servito a nulla, non avrebbe avuto molto senso.
Sarei pure arrivato tardi.

È andata così e non ci sono stati problemi.
Come dice il caro Nick Carter: “Tutto è bene quel che finisce bene”.
Nella storia dell’uomo non è il primo ad averlo detto, ma a piace attribuire a lui la frase.

Parto più tardi del previsto, non ho controllato quanti chilometri mi separano da Monteriggioni, non ho neppure guardato la carta, ci sono i cartelli e so che devo andare verso nord. Sono strade che ho già percorso, anche se in direzione contraria.

Arriverò.

Castelnuovo dell’Abate, lunga salita per Montalcino e lunga discesa verso Buonconvento.
Direzione Siena.

Alle porte di Siena incrocio un cicloturista spagnolo che va verso sud, è una guida di cicloturismo che lavora per un’agenzia spagnola, sta esplorando il territorio per poi accompagnare i turisti spagnoli in giro per la Toscana.
Gli parlo del Festival della Viandanza e lo invito, ma non sono abbastanza persuasivo e prosegue verso sud.

Sono alle porte di Siena.

Telefono ad Alberto, manca un‘ora all’appuntamento a Castellina Scalo, da lì partirà il gruppo che arriverà a piedi percorrendo un breve tratto di strada.
Lo avviso del mio arrivo, mi dice che non arriverò in tempo perché mancano parecchi chilometri e ci sono molte salite. Disfattista!!!

Entro in Siena, ho una vaga idea della forma della città, spero che fortuna e senso di orientamento mi assistano.

Immediatamente sono nella folla dei turisti, devo muovermi velocemente, ma in mezzo alla gente non posso certo correre.
Cerco di non perdere nessun istante, ma devo tenere i pedali lontani dei polpacci dei turisti.

Tengo il centro città alla mia sinistra, ma mi sto muovendo troppo lentamente.
A un certo punto vedo una strada che porta a destra e la imbocco sperando che mi porti fuori dal traffico lasciando la città alle spalle.

Arrivo in fondo alla discesa e giro a sinistra, risalgo e mi rendo conto che sono arrivato in un punto in cui sarei comunque arrivato se avessi proseguito diritto sulla strada di prima.
Ho perso parecchi minuti e mi sono fatto una bella discesa e una salita perdendo solo tempo!

Giro a destra, i cartelli mi aiutano, ma mi lasciano anche molti dubbi.

Scendo, scendo di quota.

La strada è in discesa e la cosa mi fa temere che ci sarà una salita.

Non posso guardare che ore sono perché non porto l’orologio, dovrei guardare il telefono, ma non è certo una buona idea. Preferisco tenere le mani sul manubrio.

Pedalo veloce. Salite e discese. Le salite sono meno di quelle che mi aveva prospettato Alberto per dissuadermi.

Arrivo alla base di Monteriggioni, sono le 14.28, due minuti di anticipo, ma l’incontro è a Castellina Scalo!
Cerco la ciclabile e m’immetto nella pista.
Pedalo di fretta, dopo una settimana in sella mi scoccerebbe arrivare in ritardo.

Arrivo al distributore di acqua del sindaco qualche minuto dopo le due e mezza, ma il gruppo non è ancora partito, sono in tempo.

Giancarlo Cotta Ramusino Informatico di professione, scout, appassionato di viaggi a piedi e in bicicletta. Nell’inverno del 2011 ha ripercorso le tracce della ritirata degli Alpini dalla Russia nel 1943. Per Terre di mezzo ha pubblicato Camminatori, guida pratica per esploratori, giramondo, viaggiatori, pellegrini,turisti, avventurieri. I suoi diari di Viaggio: http://www.percorsiditerre.it/diari-di-viaggio-di-giancarlo-cotta-ramusino/