Da Città di Castello a Pietralunga



Sul cammino Di quì passò Francesco – 8 tappe

Da La Verna ad Assisi

Partiamo anche oggi con l’umido grigiore, usciamo dal paese e imbocchiamo la valle che punta verso est.

Vorrei passare a salutare Michela e Roberto all’ostello “Che passo” di Candeggio, però non li ho avvisati, il percorso passa davanti all’ostello, proveremo a bussare.

Michela e Roberto hanno costituito un’associazione di promozione sociale per sperimentare stili di vita ispirati a permacultura, sostenibilità, “transizione” e convivialità.

Nell’ostello ospitano chi si muove lungo il cammino.

Siamo all’altezza di Baucca quando un’auto ci incrocia e si ferma qualche decina di metri dietro di noi, io non ci faccio caso, ma poco dopo sentiamo chiamare, sono proprio Michela e Roberto che mi hanno riconosciuto e si sono fermati.

«Ma…Noi stiamo venendo da voi e voi andate via?».

«Oggi non siamo a casa.».

Solo due parole di saluto veloce (siamo su una strada stretta in cui rischiamo di bloccare il traffico…) e ripartiamo.

Il sole lentamente appare, un po’ appare lui, un po’ noi saliamo di quota per avvicinarci.

Dopo il primo tratto sull’asfalto imbocchiamo lo sterrato seguendo i cartelli verso Candeggio.

Man mano che si sale di quota ci si guarda intorno per ammirare il paesaggio, in cima alla collina possiamo vedere a destra e a sinistra le cime delle colline che emergono dalle nuvole mentre il fondo valle è immerso nella nebbia.

È uno dei momenti in cui la fatica viene più ripagata dalla bellezza che ci circonda. In questo tratto il paesaggio è veramente gratificante.

Si scalda l’aria e riusciamo a togliere lo strato più esterno, giacca o pile, possiamo camminare con solo maglietta e un pile. La strada prosegue in saliscendi, davanti a una casa diroccata ci fermiamo per uno spuntino, oggi siamo così rilassati che ci concediamo anche qualche fetta di salame e di formaggio, ma non possono mancare i fondamentali mandarini: il filo conduttore alimentare del nostro cammino.

Le case abbandonate raccontano dell’abbandono della campagna.

Si notano anche i pascoli abbandonati da qualche anno che i cespugli e le piante pioniere si stanno riprendendo poco a poco.

Sono quei terreni nei quali non ci sono ancora alberi ad alto fusto, ma si capisce che sono lasciati da poco perché sono spesso pianori con un confine netto con il bosco, aree disboscate un tempo per farne pascolo o coltivarle.

Poco per volta la natura se ne sta riappropriando.

In molte zone d’Italia le case di campagna sono state acquisite da chi le ha ristrutturate e adibite a casa di vacanza, in molti casi si tratta di stranieri.

Si tratta però di case in zone più accessibili, con strade più comode.

Forse con lo sviluppo del cammino qualche casa verrà sistemata e adibita a ostello o B&B.

Verso Santiago l’afflusso dei pellegrini ha rivitalizzato molte zone, magari anche da queste parti il cammino potrà dare il suo contributo.

Raggiungiamo Candeggio dove ci fermiamo per un’altra sosta che il sole di oggi favorisce, quando fa più freddo non è sempre piacevole fermarsi…

Proseguiamo verso Pietralunga, anche se la strada è ancora lunga, il sole va calando e noi sappiamo che arriveremo al buio, ma siamo su una strada sterrata poco trafficata e non corriamo rischi.

Accendiamo le torce frontali per farci notare e controllare carta e indicazioni. Siamo in vista di Pietralunga, che però e sul versante opposto della valle.

La strada che stiamo percorrendo è parallela alla valle e se prosegue manca ancora parecchio, però mi sembra di ricordare che forse c’è una deviazione, un sentiero, che porta verso sinistra.

Non ne sono certo, ma proviamo a cercare e scrutiamo ogni possibile inizio di sentiero.

«Forse è questo? No, non prosegue.». 

«Forse è questo? Sì, c’è il Tau sull’albero, andiamo giù di qua.». 

Ancora qualche centinaio di metri e arriviamo al centro abitato.

Anche oggi incontriamo il negozio di alimentari poco prima della meta e ne approfittiamo per uno snack/aperitivo.

Stasera ceniamo in maniera “tradizionale” con pizza e birra, ci concediamo di dissetarci adeguatamente, tanto non dobbiamo guidare…

Giancarlo Cotta Ramusino Informatico di professione, scout, appassionato di viaggi a piedi e in bicicletta. Nell’inverno del 2011 ha ripercorso le tracce della ritirata degli Alpini dalla Russia nel 1943. Per Terre di mezzo ha pubblicato Camminatori, guida pratica per esploratori, giramondo, viaggiatori, pellegrini,turisti, avventurieri. I suoi diari di Viaggio: http://www.percorsiditerre.it/diari-di-viaggio-di-giancarlo-cotta-ramusino/

Lasciaci un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.