Da Crema a Pizzighettone



Tre fiumi – 5 tappe

Da Milano a Sabbioneta

Si parte da Crema per raggiungere Pizzighettone: antica città murata. Partiamo dal B&B e andiamo in stazione ad accogliere Alberica che arriva puntualmente, ci concediamo in giretto in centro a Crema. Una sosta fra il duomo e i palazzo comunale e via.

«No! Ho bucato!». Ci dice Alberto. È la prima foratura del giro, fino ad ora non ci sono stati intoppi.
Non c’è una regola che stabilisce dove è meglio forare una gomma, ci sono posti più o meno adatti, ma non si può scegliere. Spesso il punto non è “dove bucare una gomma”, ma è “dove ripararla”. Di solito lo si fa nello stesso punto in cui si è bucato, anche se qualche volta si può scegliere.

L’altra settimana, sull’Appennino, ho bucato a Mareto, dopo una decina di chilometri nella neve. Non avevo nessuna voglia cambiare la gomma e così ho fatto una decina di chilometri con una gomma scoppiata. Poco male, tanto era quella del carrello della Goat, non della bici.

Il solo problema stavolta era… Bhè, noi che promuoviamo il giro in bici è poi buchiamo proprio nel posto più centrale della città che attraversiamo… Che figura!!!

Ma no, in realtà nessuno ci ha fatto caso e poi un incidente, piccolo e facilmente risolvibile, ci può anche stare.

Pensate che noia, un lungo giro senza nessun intoppo, senza nessun contrattempo… e poi cosa raccontate agli amici a casa? In pochi minuti la gomma è cambiata e il gruppo riparte, ci dirigiamo verso Sud, passiamo attraverso alcuni vicoli della città e ci troviamo in direzione di Ripalta.

Il ciclista fatica a muoversi in città, ma anche fuori città quando si tratta di strade molto frequentate, speriamo di arrivare al più presto su un strada secondaria.

Siamo da poco fuori città quando incontriamo due ragazze che provano uno spettacolo di danza, sono davanti al chiostro di una chiesa in mezzo alla campagna, un teatro naturale fantastico. Un luogo suggestivo che crea una grande ambientazione. Ci fermiamo a guardarle mentre provano e facciamo due chiacchiere con loro. Sono Linda e Laura, immediatamente trasmettono il loro entusiasmo in ciò che fanno, in un attimo esprimono il loro impegno in quella che è la loro passione e il loro lavoro. Operano nel teatro, in particolar modo nel teatro di strada. Sono “Limen teatro”.

Il GPS ci da la direzione verso Pizzighettone, ma davanti a un bar incontriamo un gruppo di anziani signori: «Dove andate?». Parliamo con loro del nostro viaggio e uno ci da indicazioni in merito alle bellezze della zona, ci consiglia di virare verso Castelleone per visitarne i due santuari, facciamo due chiacchiere e ripartiamo seguendo i suoi consigli, mentre appoggiamo i piedi sui pedali ci dice: «Io andavo tanto in bici, ho girato tutta la zona, appena potevo andavo a visitare qualcosa. Un giorno un posto, un giorno l’altro. Poi mi hanno detto che in bici non ci potevo più andare, allora l’ho data via. Non potevo vederla lì senza poterci andare in giro.».

Lo so, può sembrare un po’ presuntuoso, ma a volte anche queste cose vanno fatte anche per qualcuno, per chi non le può fare. A volte incontri chi ti chiede di camminare un po’ anche per lui, che magari non lo può più fare. Anche la bici aiuta a condividere questo impegno, l’idea di portelo fare per chi non ne ha più le forze.

Pieghiamo quindi verso Castelleone dove visitiamo i due santuari, il pomeriggio è caldo e nei vari spostamenti a zigo zago ci siamo fermati al volo per un rapido panino. In questa stagione non c’è niente di meglio che una buona pianta di gelso per rifocillarci. Bisogna quindi fermarsi a cogliere le more.

Qualcuno le ha mangiate anni fa, qualcuno forse non le ha mai provate. Oggi in pochi si fidano della frutta selvatica, ma c’è chi non perde mai un’occasione come questa. Dei gelsi ne abbiamo parlato ieri quando abbiamo ricordato come attorno al castello di Malpaga ci fossero gli allevamenti di bachi da seta. Il gelso è una pianta sempre più difficile da incontrare e quando lo si trova nella stagione giusta non bisogna perdere l’occasione.

Ci riempiamo lo stomaco e quando le dita sono completamente viola è il momento di ripartire. La nostra meta è Formigara, puntiamo verso l’Adda, dopo averlo lasciato a Fara Gera d’Adda lo rincontreremo là. Passiamo fra strade sterrate secondarie e percorsi sterrati, arriviamo a Formigara dove c’è un piccolo porticciolo con diverse barche attraccate, un segno che c’è ancora chi “vive” il fiume, che qualcuno si muove ancora fra le acque, per la pesca o per apprezzare ciò che ancora il fiume sa dare.

Ripartiamo e “approdiamo” a Pizzighettone, siamo sempre su strada, ma proviamo a ragionare un po’ da “acquatici”…

Pizzighettone, antica città murata, con poche migliaia di abitanti, ma di grande vastità geografica. Una città con un antico passato militare che ancora oggi ne caratterizza edifici e territorio con la quantità di aree di proprietà demaniale perché sede di insediamenti militari, anche abbastanza recenti, basti pensare alle dimensioni dello scalo ferroviario una volta luogo di deposito del treno carico di schelter della Protezione Civile.

Pizzighettone, una città con quattro ponti, uno stradale, uno pedonale, uno ferroviario e la strada statale sul ponte Salvo d’Acquisto. Da qui parte il canale navigabile Cremona – Milano, vecchio progetto realizzato da Cremona a Pizzighettone e poi abbandonato. Come talvolta accade sembra che il progetto sia stato abbandonato, poi ripreso e poi abbandonato, così sarà costato come farlo tre volte. Il canale arriva fino all’Adda, poi si interrompe.

A Pizzighettone inizia anche l’argine maestro lungo le due rive dell’Adda che poi sviluppa lungo il corso del Po, risale verso est e scende fino al mare.

La sera incontriamo popolazione, amministratori pubblici e rappresentati delle realtà locali e dei volontari che operano per la valorizzazione delle mura un patrimonio veramente vasto, soprattutto se paragonano con la popolazione. Gli abitanti di Pizzighettone, e soprattutto i volontari del gruppo che se ne occupa, hanno un gran da fare!

Giancarlo Cotta Ramusino Informatico di professione, scout, appassionato di viaggi a piedi e in bicicletta. Nell’inverno del 2011 ha ripercorso le tracce della ritirata degli Alpini dalla Russia nel 1943. Per Terre di mezzo ha pubblicato Camminatori, guida pratica per esploratori, giramondo, viaggiatori, pellegrini,turisti, avventurieri. I suoi diari di Viaggio: http://www.percorsiditerre.it/diari-di-viaggio-di-giancarlo-cotta-ramusino/

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