Da Maleo a Milano



Pedalodi – 4 tappe

Un viaggio in bici attraverso il territorio lodigiano

La quarta tappa di Pedalodi scritta da Girumin. Per leggere la prima basta andare qui.

Partiamo da Maleo in direzione nord. Puntiamo a raggiungere la pista ciclabile lungo il canale Muzza che ci porterà fino a Lodi. Arriviamo a Castiglione d’Adda e giriamo verso Terranova dé Passerini.

Ci fermiamo a visitare l’agriturismo “Le cascine” dove troviamo un po’ di tutto. La fattoria didattica, l’allevamento di vacche da riproduzione e tanto altro ancora. Ma soprattutto alcuni carri in legno molto interessanti, ho già detto più volte che da grande ne vorrei costruire uno…

Ci vengono mostrati attrezzi della tradizione contadina, argomento molto interessante, e l’archivio storico dell’azienda e della famiglia con documenti e riviste d’epoca.

Anche strumenti come macchine fotografiche e cannocchiali appartenuti e nonni e trisnonni.

Ripartiamo perché la strada è lunga e le previsioni prospettano pioggia nel pomeriggio.

Torniamo a pedalare lungo la Muzza, arriviamo alla foresta di pianura della parte sud di Lodi, quella a ridosso della morta di Soltarico, un’enorme ansa del fiume che è rimasta isolata dal fiume nel corso di un’alluvione. Prima c’era una grossa curva del fiume, un’ansa del fiume, poi, un giorno, il fiume ha ben pensato di tirare diritto invece che seguire una lunga curva e ha creato una… morta, no, una lanca, no una morta… insomma, è un dibattito sempre aperto questo fra la lanca e la morta.

Rientriamo in città a Lodi, ripassiamo dai giardini e ci fermiamo per un panino in centro.

Si riparte costeggiando il parco dell’isola Carolina per arrivare nel punto più alto della città, quello in cui è posta la lapide che indica il Colle Eghezzone.

La città è posta su due livelli, il colle Eghezzone non è un vero e proprio colle che spicca nella pianura, sembra un colle soprattutto perché la parte bassa della città è quella a ridosso del fiume ed è antico alveo del fiume che l’acqua si è portata via.

La linea di dislivello corre parallela al fiume, anche se molto, ma molto distante. Attraversa la città e scende creando, a sud della città, la Val Grassa. A nord della città invece si schianta contro il cavalcavia della tangenziale.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Si torna a puntare verso nord per arrivare a Milano lungo piste ciclabili e strade secondarie meno frequentate.

Imbocchiamo la ciclabile che ci porta vero Montanaso Lombardo. Torniamo a incrociare il canale che parte dalla Muzza, attraversa la centrale elettrica di Tavazzano e torna verso l’Adda poco a monte del parco del Belgiardino.

Passiamo da Bellaria, Arcagna e Galgagnano. Appena prima di Villa Pompeiana puntiamo verso sinistra e costeggiamo Mulazzano.

Incrociamo il cantiere della Tangenziale Est Esterna di Milano che in questo punto è vicina al raccordo di Melegnano con l’Autostrada del sole.

Ci fermiamo davanti alla Basilica di Santa Maria in Calvenzano, vicina all’ospedale di Vizzolo Predabissi e raggiungiamo Melegnano. La Congregazione cluniacense segue la regola di San Benedetto.

La basilica rientra nell’itinerario della strada delle abbazie, un progetto che si sta sviluppando per creare Un progetto nato per creare un percorso fra molti luoghi di culto del sud milanese. www.stradadelleabbazie.it.

Anche questo è un itinerario interessante, magari un pezzo di questo itinerario potrei inserirlo nel mio progetto di una strada che unisca Milano con la Via Francigena.

Potrei far passare di qua il mio ipotetico percorso per poi arrivare alla basilica di San Bassiano a Lodi Vecchio. Ma comincio a pensare che forse ci ha già pensato qualcun altro nel corso dei secoli… Ci sarà pur stato qualcuno che da Milano sarà andato a Roma già anni e anni fa…

La giornata è calda, anche se le nuvole in cielo cominciano ad infittirsi, ci godiamo un bel gelato in piazza, ma non perdiamo tropo tempo perché il cielo grigio sembra proprio che voglia offrirci una bella doccia appena prima dell’arrivo.

Si esce quindi da Melegnano e si punta a San Donato Milanese lungo le strade secondarie e sul sentiero dei giganti, che prende il nome da una cruenta battaglia del 1.515 fra milanesi, svizzeri, francesi e veneziani. San Giuliano e poi San Donato dove si conclude la pedalata.

Giancarlo Cotta Ramusino Informatico di professione, scout, appassionato di viaggi a piedi e in bicicletta. Nell’inverno del 2011 ha ripercorso le tracce della ritirata degli Alpini dalla Russia nel 1943. Per Terre di mezzo ha pubblicato Camminatori, guida pratica per esploratori, giramondo, viaggiatori, pellegrini,turisti, avventurieri. I suoi diari di Viaggio: http://www.percorsiditerre.it/diari-di-viaggio-di-giancarlo-cotta-ramusino/

Lasciaci un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.