Da Sansepolcro a Città di Castello



Sul cammino Di quì passò Francesco – 8 tappe

Da La Verna ad Assisi

Anche oggi la giornata è uggiosa, grigia, nebbiosa e umida, non si può certo pensare che sia la migliore combinazione. (Eggià, siete partiti in gennaio, cosa vi aspettavate???)

Andiamo verso l’uscita dalla città, oltrepassiamo la ferrovia e la superstrada. Torniamo sulla riva destra del Tevere, torneremo ad incrociarlo a Città di Castello.

Il primo tratto è in pianura e su strada asfaltata. Noi ci muoviamo in file indiana e lentamente nel grigiore di oggi su strade secondarie. La strada carrabile non consente molto di camminare affiancati perlomeno per scambiare due parole.

Incontriamo una signora in tuta rosa che sta facendo jogging e le chiediamo indicazioni, chiediamo poi a un anziano signore che passeggia con il cane.

Ci fermiamo a un incrocio, appoggiamo gli zaini per riposarci qualche minuto.

Si ferma un’auto e si abbassa il finestrino: «Dove andate?».

«Dicci tu da che parte andare.».

Fa retromarcia, parcheggia e scende dall’auto.

«Io ho fatto il cammino di Santiago e cerco di aiutare i pellegrini.».

Dico sempre che chiedere indicazioni è una parte importante del cammino, riceverle senza chiederle è ancor più interessante. È un modo per incontrare chi vive sul posto, un modo per vivere più intensamente il cammino.

Parliamo della scelta di camminare in gennaio, da queste parti non sono in molti a mettersi in marcia in inverno anche se c’è qualcuno in più rispetto a qualche anno fa.

Telefona a un’amica per chiederle conferma di una strada che va dove vogliamo passare noi.

Dopo pochi minuti ci salutiamo:

«Ci dici il tuo nome per ricordarti nel diario di viaggio?»

«Barbara».

«Ciao Barbara, grazie!»

Dopo il primo tratto in piano il cammino prosegue in collina su strade sterrate.

Il primo tratto di questa tappa non è particolarmente accattivante, nelle spedizioni ci sono tappe impegnative per arrivare nei luoghi importanti e tappe di avvicinamento o tappe di transizione fra un luogo e l’altro.

Sono tappe necessarie perché garantiscono un filo continuo fra luoghi più significativi.

Una tappa di questo tipo propone una riflessione. Oggi che tutto deve offrire la massima prestazione ci si aspetta che anche in viaggio, anche in cammino, si possano selezionare solo luoghi e momenti significativi, ed è una tesi comprensibile e condivisibile.

Quando si ha poco tempo a disposizione è giusto pensare che venga impiegato tutto al meglio.

Nel caso della tappa di oggi si potrebbe scegliere di andare da Sansepolcro a Città di Castello in treno. Non ci sarebbe nulla di male.

Mi è capitato che qualcuno mi chiedesse informazioni sul Cammino di Santiago cercando di sapere quali fossero i luoghi più significativi per poi muoversi fra un tratto e l’altro con i mezzi pubblici.

Mi è sembrata però una scelta stressante. L’idea di camminare, salire sull’autobus, tornare a camminare e poi cercare un altro autobus… mi ha lasciato un po’ perplesso anche se l’ho rispettata. Ho proposto di scegliere un solo tratto ben definito e percorrere solo quello perché la scelta fra camminare e visitare va fatta, o si cammina e si fa tutto a piedi oppure si visita, sono esperienze diverse, lecite e rispettabili, ma diverse.

Mi limito solo a dire che nella giornata di oggi questa domanda sorge e può dare diverse risposte,

c’è chi sceglie di camminare, sempre e comunque, e chi magari preferisce guadagnare qualche chilometro con il treno per poi camminare più avanti lungo il percorso, pianificare tappe più brevi oppure dedicare più tempo a visitare qualche città.

Arriviamo a Città di Castello, è una città murata e per entrare nel centro si passa attraverso una delle antiche porte. Dalle prime case al posto per la notte camminiamo ancora per un po’.

Entriamo in centro, anche stavolta non abbiamo molto tempo per visitarla e purtroppo orario e giorno dell’anno non consentono facili visite.

Anche oggi abbiamo a disposizione la cucina e siamo ben lieti di approfittarne per fare la spesa e cucinare per nostro conto.

Usciamo a comprare il necessario per la cena. Prima di tutto gli immancabili mandarini, la nostra base alimentare. Mettiamo poi nel cesto della spesa la zuppa di fagioli, i ravioli e il minimo di salumi e formaggi per cena e pranzo di domani anche se durante il giorno mangiamo sempre ben poco.

La possibilità di cucinare ci consente di contenere i costi, di scegliere più facilmente cosa mangiare e rilassarci in libertà.

Giancarlo Cotta Ramusino Informatico di professione, scout, appassionato di viaggi a piedi e in bicicletta. Nell’inverno del 2011 ha ripercorso le tracce della ritirata degli Alpini dalla Russia nel 1943. Per Terre di mezzo ha pubblicato Camminatori, guida pratica per esploratori, giramondo, viaggiatori, pellegrini,turisti, avventurieri. I suoi diari di Viaggio: http://www.percorsiditerre.it/diari-di-viaggio-di-giancarlo-cotta-ramusino/

Lasciaci un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.