Da Urgnano a Crema



Tre fiumi – 5 tappe

Da Milano a Sabbioneta

Lasciamo Urgnano per dirigerci verso Malpaga, al castello ci aspettano per la vista alle nove del mattino. Ci settiamo in sella nell’ora di maggior traffico, ma le nostre strade non sono molto affollate.

Al castello di Malpaga una gentile signora in abito d’epoca ci accoglie per mostrarci sale e affreschi.

Dopo la pioggia di ieri sera la giornata oggi si presenta limpida, entriamo nel castello attraverso il quadrilatero di case esterno per poi passare attraverso il ponte levatoio.

Questo piccolo casello è in realtà un gioiello che emerge in una realtà in cui non ci si aspetterebbe di incontrarlo, i castelli sono sempre in cima alla collina o a ridosso di una montagna, solitamente non ce lo aspettiamo in mezzo alla pianura.

Bartolomeo Colleoni, capitano di ventura, aveva comprato case e terreni, aveva poi realizzato il castello attorno al quale ancora oggi ci sono le case dei contadini e armigeri. Si coltivavano molti gelsi che servivano per gli allevamenti di bachi da seta.

La visita è interessante e ci mostra ancora una volta come ci siano “piccole realtà” in angoli poco conosciuti d’Italia che meriterebbero maggiore attenzione. Questo itinerario da seguire in bici offre strade e sentieri, ma anche luoghi ricchi di storia di grande valore.

Ripartiamo poi verso sud per tornare sulla pista lungo le rive del Serio, stavolta siamo sulla riva orografica destra, siamo affiancati dal fiume in cui l’acqua limpida disegna vari rivoli d’acqua. Fra la ghiaia si formano piccoli e grandi torrenti, è l’occasione per la fatidica domanda: “Cha differenza c’è fra “Lanca” e “Morta”? Questo è uno dei grandi misteri di fronte ai quali si trova chi per primo viene avvicinato ai grandi misteri del fiume…

In questo tratto il fiume si snoda in un letto molto ampio, nell’area golenale si sono formate molte spiagge di ghiaia a ridosso dell’acqua, spesso avviene nelle zone interne alle curve, laddove la corrente del fiume tende a scavare verso l’esterno.

Con grande piacere ci fermiamo spesso a gustarci il paesaggio e scattare qualche foto. Siamo contenti di poter valorizzare questo tratto del Serio che invita veramente a mettersi in sella per farsi accompagnare dal fiume.  Il parco meriterebbe sicuramente più tempo, ci son cose da visitare e da imparare. Spesso siamo abituati ad attraversare un territorio semplicemente vedendolo e magari senza neppure guardarlo.

Eppure basta guardarsi intorno e domandarsi: “ Che pianta è questa?” per scoprire quanto poco ne sappiamo dell’ambiente che ci circonda. Purtroppo gli animali sono pochi, ma forse anche per loro basterebbe avere più pazienza per scoprire qualcosa in più. Un uccello che vola sopra di noi, un coniglio che ci attraversa la strada.

Poco per volta arriviamo a Sergnano dove ci rinfreschiamo prima a una fontana e poi con una buona serie di granite. Dopo una primavera così autunnale al piacere di una granita forse non ci speravamo più.

Mancano pochi chilometri che superiamo grazie alla pista ciclabile che ci porta a Crema. Entriamo in città passando dal Santuario di Santa Maria della Croce. Incontriamo il canale Vacchelli che parte dall’Adda, attraversa Crema e poi verso il cremonese. Anche in questo caso come per il Martesana e il Lambro un canale e un fiume si incrociano e poi ognuno di loro va per la propria strada.

Partendo da Milano lungo il Martesana si può raggiungere l’Adda come abbiamo fatto noi, ma a Cassano d’Adda si può scendere lungo l’Adda, raggiungere Rivolta d’Adda e scendere verso sud lungo una pista ciclabile, quando si incontra il canale Vacchelli lo si segue e si raggiunge Crema. Anche Milano e Crema sono collegate con vie d’acqua e relative strade percorribili in bici.

In serata è previsto un incontro pubblico per presentare le ciclovie, abbiamo quindi poco tempo e quando il cameriere ci dice che, giustamente, i tortelli cremaschi chiedono più tempo della pizza per cuocere ci tocca rinunciare e il nostro viaggio lento si arrende di fronte alle cause di forza maggiore.

Rinunciamo ai tortelli, scegliamo la pizza e partiamo per l’incontro pochi isolati più in là.  L’incontro racconta delle ciclovie, ma si parla anche di tradizioni culinarie e di aspetti culturali. Viene ricordato il lago Gerundo, antica palude della quale magari parleremo nei prossimi giorni. Non si parla ancora del mostro Tarantasio, abitante del lago Gerundo. I referenti del parco ci parlano dei progetti in corso, dei sentieri e delle attività didattiche portate avanti con le scuole.

Noi raccontiamo l’esperienza appena vissuta, sottolineiamo come sia importante valorizzare realtà che pur essendo in zone altamente popolate vanno preservate e ne vanno sviluppate le loro peculiarità ambientali e turistiche.

Giancarlo Cotta Ramusino Informatico di professione, scout, appassionato di viaggi a piedi e in bicicletta. Nell’inverno del 2011 ha ripercorso le tracce della ritirata degli Alpini dalla Russia nel 1943. Per Terre di mezzo ha pubblicato Camminatori, guida pratica per esploratori, giramondo, viaggiatori, pellegrini,turisti, avventurieri. I suoi diari di Viaggio: http://www.percorsiditerre.it/diari-di-viaggio-di-giancarlo-cotta-ramusino/

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