Diario di Bobbio



Verso il festival della Viandanza – 7 tappe

Da Gambolò a Monteriggioni

E così si arriva a Bobbio…
Non so perché, forse la sfortuna, forse la paura, forse la poca voglia di congelarsi sotto la pioggia in una tranquilla giornata invernale di fine maggio come tante…
Eppure anche stavolta non ce l’ho fatta ad arrivare a Bobbio un po’ più da est, anche stavolta sono arrivato dalla Val Trebbia. Questa cosa non mi va giù, appena ho due giorni liberi parto da casa con una bici rapida e arrivo a Bobbio dal Penice.
Lo riconosco, non è facile partire la mattina con la prospettiva di farsi 15 chilometri su una strada piuttosto malconcia, piena di camion e sotto la pioggia. Avrei voluto risalire la Val Tidone, ma ho preferito arrendermi e tornare sulla Val Trebbia.

Da Orio Litta a dopo Piacenza sono stati tutti chilometri sotto l’acqua e faceva pure un bel freschino. L’argine maestro però anche stavolta mi ha dato una mano, mi ha accompagnato fin quasi a Piacenza. Direzione sud! Verso sud vedevo il cielo aprirsi, vedevo l’azzurro, vedevo il vento che spazzava via le nuvole, ma io continuavo a essere l’uomo in ammollo continuavo ad avere un freddo cane, ho tolto giacca a vento e pantaloni di nylon verso le 6 di sera, alle 7 ho rimesso la giacca.
Domani si salirà di quota, si salirà parecchio e le previsioni di cono che sul passo potrebbe esserci la neve. La scorsa volta assieme ad Alessio ed Artù c’ erano 40 centimetri di neve sul passo, ma era il 10 Febbraio… Eravamo sul sentiero e stavamo andando fin troppo avanti, a un certo punto ci siamo trovati fra mille cespugli, in una di quelle situazioni in cui hai la neve sotto, la nebbia sopra e le piante sono tutte uguali, non ci capisci più niente. Abbiamo allora cercato la strada e abbiamo rifatto il punto. Con le bici staremo sull’asfalto e non passeremo sul sentiero, ma la neve se arriva non fa certo differenza fra asfalto e terra battuta. Chissà?

Il viaggio è bello se è vario e anche il meteo deve fare un po’ la sua parte. Il primo tempo del viaggio si è concluso, era il tempo dell’acqua, ovvero il tempo in cui vedere le acque dei fiumi, il Ticino, il Lambro, il Po, il Trebbia. Fare qualche foto… Ripassare i concetti di morta, lanca e golena, ma non di starci dentro nell’acqua!!!  Domani inizia la fase della montagna, domani si sale sulla montagna e si scende dalla bici, si scende e si spinge.
Da Bobbio partivano i monaci che andavano verso Roma, “Perché partivano da Bobbio?” Direte voi… Semplice, perché abitavano qua! Bobbio era un centro di notevole importanza e producevano pure la birra. La prima volta che avevo visto una proposta di percorso che tagliava trasversalmente tutte le valli ho pensato che fosse una cosa da fuori di testa, e che quindi io non l’avrei mai fatto. Quindi è la terza volta che ci passo. Perché? Perché è un percorso che attraversa zone poco abitate, zone abbastanza wild, zone in cui passano poche auto. Sono sentieri di montagna, ma non troppo impervi, percorsi in cui riesci a fare 30/35 chilometri al giorno anche in inverno. Perché il panorama è vasto e diverso, ogni giorno incontri una nuova valle con panorami naturali e luoghi ricchi di storia come Bobbio o Bardi. Ce se sono parecchi di buoni motivi per seguire questo percorso, sia pratici, sia edonistico-contemplativo. Non ho mai ben capito cosa voglia dire edonistico-contemplativi, ma credo che qui ci stia bene, rende bene l’idea. È un percorso che si può chiudere ad anello con la Via Francigena di Sigerico, per cui chi vuole fare un percorso che lo riporti al punto di partenza e sia vario qua incontra una buona proposta.
È un percorso destinato a crescere, ma come per tutti gli altri cammini ognuno è chiamato a fare la propria parte. Magari non ci sono i percorsi segnati come verso Santiago, ma la segnaletica non manca, non ci sono ostelli ovunque. Ora sono stanco e vado a nanna, alla prossima.

Giancarlo Cotta Ramusino Informatico di professione, scout, appassionato di viaggi a piedi e in bicicletta. Nell’inverno del 2011 ha ripercorso le tracce della ritirata degli Alpini dalla Russia nel 1943. Per Terre di mezzo ha pubblicato Camminatori, guida pratica per esploratori, giramondo, viaggiatori, pellegrini,turisti, avventurieri. I suoi diari di Viaggio: http://www.percorsiditerre.it/diari-di-viaggio-di-giancarlo-cotta-ramusino/

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