Dalle “Quattro Strade” al punto panoramico



La mia Francigena – 9 tappe

La variante che porta a Carrara

Ai miei  nipoti Giulia, Marco e Francesco

È ottobre, il 23. Giornata splendida e luminosa. Un bellissimo ottobre quest’anno. Ho deciso di fare una parte della tappa della Via Francigena che da Aulla si conclude ad Avenza, con i suoi 32,8 Km, passando dal punto più alto in località” le Quattro strade” al confine tra Liguria e Toscana: è Il percorso ufficiale della Via Francigena Toscana che passa per un breve tratto in Liguria.
Alle Quattro Strade, tuttavia si può lasciare la via ufficiale per percorrere la Variante Aulla – Fosdinovo e proseguire poi verso Carrara percorrendo le ” alte vie ” del CAI, che da Fosdinovo scendono verso Carrara, tutte sul territorio Toscano. È questa una delle ramificazioni della “Via Francigena non ufficiale” ritenuta possibile dai cultori di storia locale.
Dalle Quattro Strade a Carrara si percorrono infatti circa 16 Km tutti dentro il Parco Regionale delle Alpi Apuane, incontrando un panorama unico e suggestivo, quasi tutto in ombra anche d’estate, con una strada asfaltata poco trafficata nei giorni feriali e percorsa da numerosi cicloamatori; inoltre il tratto è più breve e meno impegnativo.
Da Carrara si intercetta di nuovo la Via Francigena ufficiale Avenza-Massa dopo circa 4 km, passando da Via Foce.
Sì! Oggi, dalle “Quattro Strade” dove ora mi trovo, svolto a sinistra per la variante ufficiale che passa da Fosdinovo. Mi sento spettatore attivo su un palcoscenico il cui sfondo è costituito dalle Apuane, dagli Appennini e dal Mar Ligure: inizio il cammino da qui, senza copione… ma sicuramente sarò partecipe di inattese scene di vita!

Dall’inizio tappa a S. Caprasio in Aulla, passando per Bibola e il paese di Vecchietto, si giunge alle Quattro Strade dopo circa 8 Km, percorrendo quasi tutto il sentiero tra i boschi fino a 585 mt s.l.m. Seguendo il cartello VF che indica “Sarzana”, il sentiero entra in Liguria e porta subito giù, con la prima veduta del mare: le abitazioni e l’asfalto non abbandonano più fino al termine della tappa, ad Avenza. In questo piccolo spazio tra Toscana e Liguria, non ci sono, purtroppo, indicazioni segnaletiche per indicare la variante Francigena in terra toscana, porto comunque il mio passo a sinistra, sulla carrareccia, in direzione Fosdinovo, segnata dai trattori e dalle tracce visibili delle mountain bike. Stefano è un appassionato di mountain bike: è lui che mi ha indicato che proprio alle Quattro Strade inizia questa variante. Eccomi allora qui, sulle colline liguri-toscane. Mi lascerò guidare per circa 8 Km dalla segnaletica del CAI fino ad intercettare il segnalino che indica la Via Francigena per Fosdinovo, e i sentieri del CAI verso Carrara per altri 8 Km. Terminerò la tappa presso l’Antico Ospitale dei SS. Giacomo e Cristoforo, in Via Grazzano.

La spinta a partire me l’ha data Stefano T., al quale avevo fatto leggere i paragrafi presenti in una tesi di Laurea riguardante proprio l’ipotesi di un collegamento Aulla-Fosdinovo-Carrara, di cui l’antico Ospitale dei SS. Giacomo e Cristoforo faceva da fondamentale supporto logistico e spirituale per commercianti e pellegrini. “….Sì. Il collegamento esiste: dalle Quattro Strade vado spesso verso Fosdinovo, il sentiero che faccio in bici è percorribile… fino a Carrara”
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Sono le parole che rincorrevano le ore delle mie giornate.

Oggi riemerge in me lo spirito dell’homo viator che mi ha accompagnato nella Francigena Valdostana nel settembre 2017, ma ho soprattutto intenzione di verificare la fattibilità di questo percorso e di seguire questi antichi sentieri. Mi sento anche un po’ esploratore. Esplorare è anche rimanere affascinati dall’inatteso…
“Mario, vuoi vederci sempre dentro!”. Il rimprovero di mia mamma, che mi sgridava per aver smontato i giocattoli dei miei fratelli più piccoli, segue i passi dei miei primi pensieri e risuona dentro di me; più avanti, diventò orgogliosa di avermi donato l’inclinazione alla ricerca del nuovo come parte costitutiva di tutta la mia esistenza.

La carrareccia che da poco ho iniziato a percorrere è quasi sempre diritta ed è modulata da tratti pianeggianti, brevi salite e leggeri dislivelli. Castagni giovani e piccoli lecci che ombreggiano il percorso sono la mia compagnia. Uno scoiattolo tenta di attraversare… ma, pauroso, si ritira velocemente curvandosi su stesso e si arrampica su un albero: è la prima sorpresa della giornata. Mi fermo stupito e meravigliato di questo improvviso incontro.

Riparto. Il traffico è laggiù pochi metri sul livello del mare. Le code ai semafori sono laggiù. I cassonetti dell’immondizia stracolmi sono laggiù. Il rumore e la confusione sono lontane. Il rumore costante delle auto, che ormai non senti nemmeno più da tanto che è entrato nel tuo essere, oggi non mi stordisce: rivedrò tutto, certo, vivo in questa realtà. Ma oggi sento che il silenzio mi affascina come non mai; ho bisogno di aria pulita, di verde, di cielo, di bosco, dell’Immenso, e, anche di me stesso. Oggi il mio peregrinare sarà in solitaria: il silenzio la compagnia di viaggio, e il mantello del “viator” l’abbigliamento che ho portato con me…

Il Cammino di Santiago, anche se parti da solo, non ti lascia mai nella solitudine. È una possibilità, intendiamoci, ricca di tanti aspetti della vita che altrimenti non avresti: l’incontro continuo con gli altri; la condivisione emotiva che ti prende dentro l’ambiente che vivi giorno dopo giorno; la libertà di scegliere qualche “cammino complementare”, che pur interessante ti allungherebbe però i tempi nel raggiungere la meta. Ma soprattutto mi ha lasciato il segno la direzione stessa del Cammino verso Santiago, con il simbolismo che racchiude in sé.

Quando parti sai già che il Cammino si concluderà ad Ovest dell’Europa, nella basilica di Santiago, l’Apostolo, o nel punto più ad ovest d’Europa, Finisterre. In realtà vai a compire gesti e riti simbolici che concludono il percorso spirituale: entri nella chiesa e uno spazio luminoso ti accoglie…, ma non ti fermi…, non ti siedi…

Incredibilmente ho continuato a camminare ancora più lento del solito, mi sono messo in fila e salito le strette scale, ho abbracciato il Santo! Da lassù, dall’alto ho visto la grande navata…, la porta… E poi a ritroso, con la mente…, la piazza, la strada percorsa da Sarria …, e infine “tutta la vita” che ho “camminato”, pienamente realizzata nel suo progetto giovanile iniziale.

Il Cammino di Santiago, dall’inizio fino alla meta, è ora metafora ricorrente della mia realtà presente, ma anche futura che ogni giorno trova la sua alba e il suo tramonto, le sue fatiche e i punti di ristoro, il dolore e la pace gioiosa a fine giornata…, fino all’Ultima Luce.

Oggi il cammino che ho appena iniziato è diverso: sono solo. “I pensieri si susseguono veloci, oggi”, dico tra me e me, e subito, il silenzio viene interrotto dal vociare di due uomini che caricano di legna un camioncino che appare quasi disegnato tra cielo e mare da come è stato posizionato sul colle panoramico della località Pianaccia: il GPS mi segnala 2,32 Km appena percorsi. Il cartello informativo della VF, primo indizio dell’esistenza della Variante Toscana della Via Francigena, con la sua cartografia ufficiale raffigura l’ampia veduta sotto di me e mi incuriosisce. Leggo il nome delle isole e delle basse cime in lontananza, appoggiate sul mare. Ad ogni singola legenda alzo gli occhi per localizzare il punto riportato sulla mappa. Starei lì…, a contemplarlo, questo paesaggio, per ore! Questa vista sul mare mi incolla gli scarponi a terra: l’occhio spazia dal Golfo di La Spezia fin oltre la costa livornese, passando per Bocca di Magra e il porto di Marina di Carrara. Sotto di me la pista dell’aeroporto di Luni fa riemergere l’emozione del mio primo volo in aereo.