Da Gambolò a Novara



Verso il festival della Viandanza – 7 tappe

Da Gambolò a Monteriggioni

Giancarlo Cotta Ramusino, autore di Camminatori, viaggia verso il Festival della Viandanza che si tiene a Monteriggioni con la sua Goat, la graziella da lui modificata.

Ecco il racconto e le foto della prima tappa da Gambolò a Novara.

Le previsioni qualche giorno fa dicevano che fra Gambolò e Novara ci sarebbe stato un bel temporale… per tutto il pomeriggio. Pedalare con la pioggia non è una bella prospettiva, non sono in molti ad apprezzare particolarmente questa eventualità, ma se bisogna farlo…
Ci si adatta anche a quello.
Camminare sotto la pioggia è invece tutta un’altra storia. Basta stare in movimento e stara caldi, anche se fradici, ma caldi. Quando cammini però hai meno preoccupazioni, non tante di più, ma ce n’è una che fa la differenza. Avete capito quale?
Semplice: i freni.
Quando cammini non ti preoccupi di frenare, basta che smetti di camminare… Invece quando vai in bici no!!! Quando vai in bici non è così semplice. Non lo è affatto con nessuna bici, se poi tu hai una bici con i freni olandesi (credo si chiamino così) è ancora peggio.
Credo che si potrebbero scrivere dei trattati sui freni da bicicletta e io stasera non ho tempo di dire tutto, ma sarebbe interessante aprire un dibattito.
Vorrei però concentrarmi su un solo aspetto: Come ha fatto la razza umana a convivere coni freni olandesi per almeno una cinquantina d’anni prima d’ inventare freni diversi, non dico più decenti, ma diversi???
La settimana scorsa, giorno più giorno meno, la navicella spedita nelle galassie anni fa è uscita dal sistema solare. Ora… mi domando io nella mia profonda ignoranza… siamo usciti dal sistema solare e non abbiamo ancora inventato dei freni decenti per le biciclette che oramai vanno in giro da quasi duecento anni???
No, in realtà negli ultimi decenni qualche freno decente è stato inventato, ma la Graziella non ce l’aveva ancora. Resta per l’umanità la vergogna di avare usato dei freni abominevoli per decine di anni, molti li hanno abbandonati, mentre io li uso ancora.
Quali sono le peculiarità tecniche dei freni olandesi? Sono essenzialmente due, ma forse nell’analisi del teme ne potrebbero emergere altre.
La prima e che quando vuoi frenare non frenano, la seconda è che quando togli le dita dalla leva perché ti sei fermato, in genere consumando le suole delle scarpe, loro iniziano a frenare.
No, non è corretto dire loro, perché non tutti i pattini dei freni iniziano a frenare, di solito lo fa uno solo. Un pattino frena e l’altro no.
Il discorso è semplice: fanno e faranno sempre ciò che vogliono loro. Una volta ho trovato un tipo che sosteneva di sapere come si regolano i freni olandesi: «Con un colpetto di martello e cacciavite sulla molla», così diceva.
Io non sapevo come reagire, ho provato a crederci, ma più ho provato a crederci più i freni fanno quel che gli pare.
Bha!!! Torniamo al diario di viaggio, quasi quasi vi assilli con gli orari, le condizioni meteo, le levatacce prima dell’alba. Tutte quelle così interessanti che si trovano in tutti i diari di viaggio, tutte cose che inseriscono tutti come se fossero capitata per la prima volta nella storia dell’umanità a chi vi racconta le sue vacanze. Perché non dovrei farlo anch’io? Semplice, perché non c’ho voglia.
Però un po’ di cronaca ci vuole, dai facciamola. Ieri sono partito da Gambolò, lo so che non è un luogo di partenza significativo come lo potrebbero essere altri, ma io ho deciso di partire da lì.
Poco dopo le tre del pomeriggio, sono saltato in sella e ho imboccato il senso unico: «Non andare in piazza da qui con la bici! Perché c’è il senso unico e ti danno la multa!!!». Vabbé, allora non ci vado, la Goat rispetta il codice della strada e io pure, così imbocco la strada giusta e vado in piazza facendo il giro largo.
Vado in piazza e scatto una foto, la foto i piazza, davanti alla chiesa, davanti al casello o davanti al monumento ci vuole! Vado poi avanti e scatto una foto davanti a una porta della città, appena dietro c’è un negozio di alimentari, forse lo stesso in cui mi ero fermato una quarantina di anni fa a comprare i ciccioli! Ebbé, ci sono cose nella vita che si ricordano…
Per il momento è tutto, sono indietro di 24 ore, appena posso scrivo il resto.

Giancarlo Cotta Ramusino Informatico di professione, scout, appassionato di viaggi a piedi e in bicicletta. Nell’inverno del 2011 ha ripercorso le tracce della ritirata degli Alpini dalla Russia nel 1943. Per Terre di mezzo ha pubblicato Camminatori, guida pratica per esploratori, giramondo, viaggiatori, pellegrini,turisti, avventurieri. I suoi diari di Viaggio: http://www.percorsiditerre.it/diari-di-viaggio-di-giancarlo-cotta-ramusino/