Da Farini a Bardi



Verso il festival della Viandanza – 7 tappe

Da Gambolò a Monteriggioni

Non è facile scrivere un diario di viaggio in tempo reale, infatti non ci sto riuscendo. Questo percorso non è proprio facile facile, un giorno fa freddo l’altro tira vento, un giorno piove e l’altro non riesci a stare asciutto, un giorno è nuvoloso l’altro c’è il cielo coperto e vedi tutto grigio.
È comunque un viaggio con alti e bassi, si alternano giornate tremende con giornata più tranquille, oggi viaggiamo tranquilli, siamo partiti con calma e arrivati facilmente, il solo problemino è stato il vento, fin dal passo della Santa Donna una brezza lieve… no, un vento tremendo ci ha assaliti senza tregua fino a destinazione. Ci provi a resistere, a stare in maglietta e dire che ce la puoi fare, che tanto appena passa la nuvola… poi ti scaldi, ma la nuvola non passa e tu hai sempre più freddo. Batti i denti e cominci a pensare che forse è il caso di vestirsi che nonostante la tua convinzione e la data sul calendario fa veramente freddo.
Nonostante al negozio di Farini ti abbiano detto che i ciccioli si fanno solo in inverno e ora siamo in primavera i ciccioli potevano farli lo stesso, tanto con sto freddo non sarebbero andati a male. Comunque fa freddo e tu ti devi fermare e infilare una giacca. Ecco cos’è l’effetto windchill, già mi rivedo il grafico della temperatura che cambia con la distanza dalla pelle e la velocità del vento, in questi casi mi tornano in mente le linee di Nazca, che dopo essere stata fatte dai marziani sono rimaste intatte perché l’aria sopra il terreno è talmente calda che il vento non riesce ad arrivare a terra e quindi non si porta via la sabbia. Detto questo torniamo a pedalare. Una cosa che alla Goat piace moltissimo è il sogno di Martin Luther King, quando diceva “Sogno che un giorno ogni valle sarà colmata, ogni montagna e collina abbassata…”. Ormai non è più un segreto, in tanti mi hanno chiesto cosa faccio in salita, è molto semplice, scendo e spingo. La posizione è più o meno angolata in funzione della pendenza, maggiore è la pendenza più acuto è l’angolo fra la mia schiena e l’asfalto. “Dovresti mettere i cambi!!!” Ti dicono tutti coloro che ti danno i consigli da salotto. Ma… secondo te… se i cambi non ci sono non pensi che ci sai un motivo? Forse semplicemente perché ho deciso di non metterli. No, in realtà non sarebbe stato così facile.
Una volta Elena mi ha chiesto: “La Goat è in single speed?”.

Io ho esitato un attimo prima di rispondere, non potevo fare la figura dell’ignorante anche se le con la bici ne ha combinate dieci volte più di me. Ho tradotto e detto di sì, anche se a me sembrava più ovvio dire “senza cambi”.
Ma torniamo a raccontare del nostro viaggio. L’arrivo di Fabio l’altra sera è stato ben gradito, ci ha fatto piacere incontrarlo, siamo stati felici di continuare il viaggio con lui, il nostro cuore si è colmato di gioia al pensiero di pedalare assieme, ma… il fatto che abbia portato quattro bei calzoni ripieni appena sfornati dobbiamo dire che dopo una giornata al freddo e al gelo ha valorizzato il nostro incontro.
Siamo poi partiti ieri mattina da Farini d’Olmo, ho superato con qualche difficoltà il trauma subito quando ho saputo che in questa stagione non si producono i ciccioli e quindi non li ho potuti comprare e siamo ripartiti.
Piano piano abbiamo salutato il Nure che scorre lieto e pacifico nella sua valle per guadagnare quota e raggiungere il passo del Linguadà.
Caldo e sole, no! Freddo e vento… “Metti il giubbotto”, “No, adesso passano le nuvole e poi fa caldo”, ma le nuvole non passano, anche stavolta resisti ancora un po’ ma prima o poi il freddo vincerà e tu cederai.
Si arriva a Bardi e si suona al citofono del parroco: “Ben arrivati, ecco le chiavi, tanto la strada la sai”.
Ci chiama Grazia: “Dove andate a cena?” Ora vediamo… ora chiediamo… ora ci informiamo… non sappiamo ancora… dobbiamo decidere…” “Volete venire a cena da noi?”
“Bhé, se proprio insisti, noi siamo dei campioni dello scrocco…”.
“Allora passiamo a prendervi alle sette meno un quarto”.
Ceniamo quindi da Grazia ed Emilio che hanno organizzato la serata sui cammini a Bardi e parliamo poi delle domande del cammino in una sala della parrocchia di Bardi.

Giancarlo Cotta Ramusino Informatico di professione, scout, appassionato di viaggi a piedi e in bicicletta. Nell’inverno del 2011 ha ripercorso le tracce della ritirata degli Alpini dalla Russia nel 1943. Per Terre di mezzo ha pubblicato Camminatori, guida pratica per esploratori, giramondo, viaggiatori, pellegrini,turisti, avventurieri. I suoi diari di Viaggio: http://www.percorsiditerre.it/diari-di-viaggio-di-giancarlo-cotta-ramusino/