Terre alte



Terre alte – 3 tappe

Camminare sull'Appennino ligure

Primo giorno d’estate o ultima notte di primavera, dipende dai punti di vista.

È una cosa importante questa, quella del solstizio e dell’equinozio, una cosa così importante che ce la siamo dimenticata, ma resta importante, anzi importantissima!

Il momento in cui il giorno si accorcia e la notte si allunga, a dir la verità a me la maestra aveva insegnato che il giorno è composto dal “dì” che è quando c’è la luce, e dalla “notte” che è quando la luce non c’è, perché c’è il buio.

Per cui la cosa più giusta da dire è che il “dì” si accorcia e la notte si allunga.

Forse no, forse non è più così, forse è cambiata la lingua e solo noi della generazione delle tre ore di digestione prima di fare il bagno ci ricordiamo che il “dì” è quando c’è luce, ma forse pochi si ricordano quello che diceva la mia maestra.

È un momento da celebrare questo: il momento in cui cambiano le stagioni. Una delle cose che non siamo riusciti a modificare, una delle cose che dobbiamo ancora accettare così come sono.

Poco cambia se cambiamo il nome del mese o la data del calendario, sa facciamo i mesi da cento giorni o dividiamo la giornata in 10 ore invece di 24. Le stagioni non cambiamo, intere o mezze, a seconda di come le vogliamo definire, ma non cambiano.

Bisognerebbe dedicare qualcosa a questi giorni particolari. Nella sua storia l’uomo ha sempre dedicato la sua opera e il suo ingegno a questi momenti. Templi, piramidi, chiese in cui finestre e rosoni lasciavano passare un raggio di luce che in un determinato momento illuminava un angolo particolare, un altare, una statua, un dipinto…

Meridiane e strumenti di calcolo del tempo hanno sempre ben ricordato i cambi di stagione.

Credo sia bello ripensarci a questi avvenimenti del tempo legati alla natura e non stabiliti da un calendario umano.

Bisognerebbe trovare delle idee. Un’idea potrebbe essere quella di farsi una bella camminata notturna, partire al tramonto e arrivare all’alba. Una camminata per davvero, non una passeggiata di pochi minuti. Però ognuno è libero di farla come vuole, forse la cosa più bella sarebbe poterla veramente fare di tutta la notte.

Il cammino va assorbito e anche la notte va assorbita: ci vuole tempo.

Va assorbita però con lo stile che la notte richiede, con il silenzio che ti offre ogni rumore, con il buio che fa riscoprire le stelle, con la luce della notte che ti mostra come sia possibile muoversi al buio senza bisogno della torcia.

Se poi al mattino si arriva in un bel posto dal quale godere del panorama all’alba è anche meglio.

Il cammino di notte è una delle possibilità di viaggiare nel come invece che nel dove, offre la possibilità di scoprire le stesse cose in maniera diversa: al buio.

Al buio si scopre che le cose sembrano avere dimensioni diverse, si scopre che i suoni sono diversi, si scopre che piante e corsi d’acqua sembrano avere uno spirito diverso da quello che mostrano (anzi nascondono) di giorno.

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Terre alte è il titolo di questo cammino.

Di terre alte ce ne sono un sacco, anche di ben più alte di queste, ma forse in questo caso non sono da considerare alte perché alte sono, in questo caso sono alte perché vanno viste dal basso, dal livello del mare. Da un livello dal quale più in basso non si può.

Ciò che conta non è il valore della quota in sé, ciò che conta è l’altezza vista dal livello del mare.

So che non tutti saranno d’accordo con me, ma io credo che sia una bella fortuna questa, quella di poter vivere in un luogo che nello spazio di poche ore di cammino offra dal mare alla montagna.

È vero, ci sono tanti disagi, la difficoltà di creare strade, la difficoltà dei trasporti, la difficoltà nel costruire le case e altre ancora, ma per un momento sto facendo una considerazione dal solo punto di vista naturale, ambientale, paesaggistico, naturalistico…

Una zona in cui puoi muoverti fra le acque del mare come fra quelli dei torrenti, fra le pareti rocciose come fra gli scogli che emergono.

Una zona in cui convivono un sacco di tipi di alberi diversi, c’è solo l’imbarazzo della scelta, una zona in cui convivono tradizioni di montagna e di mare. Insomma, non ci si annoia!

Questa è una grande ricchezza, la possibilità di confrontarsi con la natura in modi diversi, la possibilità di esplorare realtà diverse a ogni passo. La ricchezza che stimola in continuazione la curiosità.

Giancarlo Cotta Ramusino Informatico di professione, scout, appassionato di viaggi a piedi e in bicicletta. Nell’inverno del 2011 ha ripercorso le tracce della ritirata degli Alpini dalla Russia nel 1943. Per Terre di mezzo ha pubblicato Camminatori, guida pratica per esploratori, giramondo, viaggiatori, pellegrini,turisti, avventurieri. I suoi diari di Viaggio: http://www.percorsiditerre.it/diari-di-viaggio-di-giancarlo-cotta-ramusino/

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