Diario di Santiago per tutti – Seconda parte

Un viaggio per scrivere la prima guida del cammino di Santiago dedicata alle persone con disabilità fisica o sensoriale. Sostieni il progetto Santiago per tutti, acquistando in anticipo la tua copia o con una donazione. Aiutaci a tracciare questo importante percorso. Leggi la prima parte.

di Pietro Scidurlo

Ciao a tutti,

so che volevate un report giornaliero o quasi di come vanno qui le cose e a parte qualche foto su facebook, non siamo mai riusciti ad inviarvi di più. Ora luciano vi avrà sicuramente raccontato del nostro duro allinearsi ad una procedura che avevamo pensato a priori, dall’Italia, e che giunti qui ci ha fatto un pò scontrare con la dura realtà: una realtà che per quanto conosciamo bene, il cammino insegna che c’è sempre da imparare.
Tanta acqua, i primi giorni, tante strutture viste, alcune no perchè erano chiuse e che rivedremo a luglio. A partire proprio da Saint Jean pied de port.
Poi l’arrivo a Pamplona, e il rendersi conto che la soluzione migliore era trovare i servizi ausiliari al pellegrino lungo il tracciato o nelle dirette vicinanze, ma anche questo spesso non era…non è stato possibile, nel senso che per forza di cose dovevamo uscire dal cammino di qualche centinaia di metri per trovare ciò che è importante segnalare.
Poi città come Navarrete, Puente La Reina e forse qualcun’altra..dove sembra che la parola disabilità non faccia parte del loro vocabolario. Ed è qui che un pò il mio cuore si ferma. E assieme a lui…si è fermata anche la carrozzina: ho bucato.
Ma la mia famiglia e il cammino mi hanno insegnato due cose:
– tanto è più grande una croce quanto le spalle della persone a cui Gesù la affida
– tanto è più grande un limite quanto più grande lo è nelle nostre menti
e cosi..con un braccio destro più sforzato del “gemello” siamo andati avanti. Non io solo…tutti noi siamo andati avanti per 4 gg senza una ruota.
Tutti diranno ma come è possibile non trovare in Logrono un officina ortopedica, o una decathlon o una semplice negozio di bicicletta che ti possa dare una mano. Ebbene si…ecco qui la dura realtà con cui non avevo fatto i conti: le misure delle ruote vendute in Spagna sono diverse da quelle vendute in Italia e non collimavano. Anche l’officina ortopedica faticava ad aiutarmi.
Ma San Giacomo non lascia mai soli i suoi pellegrini, e a Santo domingo della Calzada abbiamo conosciuto Javier, un riparatore di biciclette che aveva ancora qualcosa della nostra misura. Ed io ho potuto riprendere a camminare.
Per verificare le tracce spesso passiamo anche tra i pellegrini, e se prima ci guardavano con austerità ben ovvia, oggi sembra che la voce corra più veloce di noi. Antonella mi dice sempre RADIO CAMMINO è uno strumento potentissimo. Oggi quando incrociamo i pellegrini quasi tutti ci sorridono anche quando la macchina, oramai necessitante di un lavaggio, alza delicatamente un po di terra nel passar accanto a loro.
E quando ci fermiamo ci chiedono sempre cose come:
– Ma sei tu il ragazzo che sta scrivendo la guida per tutti?
– Ma è vero che hai fatto il cammino? Ma come lo hai fatto?
– Sai io ho un amico e vorrei portalo con me, mi aiuti, mi spieghi come posso fare?
– Ma la guida quando sarà pronta? E, per gli Italiani, al nome di Terre di Mezzo gli occhi brillano un pò di più.
Bello avere qual riscontro che i primi giorni non avevo.
In merito abbiamo stretto una collaborazione con un trasportatore di zaini locale.
A tutti la tariffa è di circa 7€ per tappa (25km) con un massimo di 15kg. Ai disabili, associati Free Wheels è pronto a fare 4€ per tappa con il medesimo peso. Prenderemo poi contatti meglio ritornati in italia e cercheremo di portare a casa una soluzione di questo genere:
– tappa indefinita, peso indefinito sempre 4€. Oggi Antonio Dominguez lavora fino a Logrono, ma ci ha garantito che entro fine anno coprirà l’intero cammino.
A Burgos abbiamo usato lo stesso metodo concordato anche con Luciano: cerchiamo i servizi vicino all’albergue dove i pellegrini giungono, poi a luglio cmq ci ripasseremo, andiamo all’ufficio del turismo e tante info ce le daranno li: infatti ci hanno dato una guida, seppur vecchia dal 2010 sull’accessibilità della città, e il nome di un’associazione che lavora su questo aspetto. Si chiama Fedisbur (http://www.fedisfibur.org/) ma al telefono non ci sono sembrati molto collaborativi: non son pronti ancora per dare info sull’accessibilità di Burgos. Cercavo una collaborazione, ma non l’ho trovata. Almeno per ora. Ma li ricontatteremo.
Ora, lasciando Burgos, siamo entrati a tutti gli effetti nelle Mesetas, e proprio come un grande tavoliere i mie occhi tra un pueblo e l’altro si perdono tra quei sentieri che spero presto di solcare. Spero presto mi immergano e sommergano in una vita mai ancora vissuta a pieno, in un cammino mai ancora respirato come tutti gli altri.
Oggi abbiamo anche incontrato un pugliese nato nel paese accanto a quello dove son cresciuto, col quale abbiamo pranzato sotto il sole reso vivibile dal vento che soffia qui in terra di Castilla. Fa molto caldo, ma è tutto cosi bello. Cosi rilassante. E ne abbiamo bisogno perchè dopo tante ore scendi/sali/scendi dalla macchina per visitare paesi fantasma giusto per dire c’è una fontana, e un consultorio medico che apre 1 giorno la settimana, è stancante.
Io son un pò una macchina da guerra, e a volte esagero coi ritmi, ma mi son ripromesso di aver più calma soprattutto per i miei compagni. A volte leggo negli occhi di papà e di Antonella una richiesta di fermarci, ed è cosi che faremo. Infatti stasera festeggeremo il compleanno di papà. Poi lo rifesteggeremo all’arrivo di Edo…che sarà domenica. E che non vediamo l’ora arrivi presto.
Ma non sò voi, noi abbaimo un cammino da fare e per questo vi dobbiamo salutare.
A stasera per nuovi aggiornamenti. Oggi son stato un po lungo ma volevo un pò raccontarvi 10gg di cammino.
Baci da Tardajos

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