Il Cammino nelle Terre Mutate, con proiezione docufilm “Io prometto”

Sto caricando la mappa ....

Data e orario
04 aprile 2019
18:30 - 19:30

Luogo
Presidio "Fatti di memoria" - L'Aquila


Un viaggio lento nel Cuore dell’Appennino: oltre 200 km di cammino a Fabriano a L’Aquila.

Una guida unica, un invito a riscoprire un territorio magnifico che rialza la testa e ci chiama: a camminare, esserci, ascoltare. 14 giorni a piedi tra Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, attraverso i parchi nazionali dei Monti Sibillini e del Gran Sasso. Da Fabriano, a Camerino, e poi Norcia, la piana di Castelluccio, Arquata del Tronto, Accumoli, Amatrice, fino a L’Aquila. Località ricche di storia e di fascino, anche oggi, dopo i terremoti degli ultimi anni.

Un percorso solidale e di conoscenza, un momento di relazione profonda con l’ambiente naturale e con le persone che vivono nei luoghi trasformati dal sisma.

Enrico Sgarella è il fondatore di “Movimento Tellurico” e ideatore della Lunga Marcia per l’Aquila, quest’anno alla 7a edizione con il titolo Lunga Marcia nelle Terre Mutate, trekking di solidarietà a sostegno della ricostruzione del capoluogo abruzzese e delle zone colpite dal terremoto tra il 2009 e il 2016/2017. La marcia ogni anno richiama camminatori, giornalisti e realtà locali impegnate nella ricostruzione.

La giovane regista aquilana Cecilia Fasciani ha realizzato il film-documentario Io prometto, dedicato alle esperienze di resistenza-resilienza di quattro donne che hanno attraversato l’esperienza traumatica del terremoto.
L’Aquila, Campotosto e Ussita sono i luoghi in cui Antonietta, Assunta, Patrizia e Valentina portano avanti la propria lotta personale, civica e politica per dare un senso alla propria vita.
«Essere una cittadina attiva significa non subire quello che ti succede, si tratta di uscire dal lutto personale ed entrare in un percorso di lotta per i propri diritti», così si esprime Antonietta, una delle protagoniste delle storie narrate.
La Casa delle Donne di L’Aquila e il Laboratorio di tessitura a mano di Assunta a Campotosto rappresentano incubatori di senso dopo che la scossa sismica ha lasciato devastazione e il tempo sembrava essersi fermato, congelato.
Le macerie sono ancora lì, ma «io prometto di non mollare» dice Valentina.

Lasciaci un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.