Intervista a Gix

Gix è una grande appassionata del cammino, ha camminato su gran parte degli itinerari di pellegrinaggio più conosciuti, ma ultimamente ha seguito anche un itinerario meno famoso.
Dopo il primo cammino ne ha seguiti altri e non ha intenzione di fermarsi.
Ci dimostra che “il cammino” è una cosa che prende e ti coinvolge pienamente. Ci racconta come ha iniziato a camminare e cosa la spinge a farlo ancora.
Nel suo peregrinare ha camminato spesso da sola, molte donne scelgono di partire da sole, a volte sfatando dei timori sulla sicurezza del viaggio da sole.
La sua esperienza racconta come il cammino non sia una cosa per pochi eletti, non sia solo per atleti allenati, ma si rivolga a tutti coloro che scelgono di fare il primo passo.

Gix, sei una grande appassionata del cammino, quali lunghi cammini hai percorso fino ad ora?

Ho cominciato qualche anno fa con il più classico dei cammini, il Camino Francés, il più conosciuto fra i cammini verso Santiago, che ha letteralmente segnato la mia sete di cammini.
Questo è stato un po’ il battesimo dei miei cammini.
“Difficile” perché era il primo, con tutte le paure e le ansie da primo cammino, dove non ci sono difficoltà “tecniche”, ma la sola difficoltà sta nel fatto che è il primo e quindi non sai come gestire “l’ignoto”.
Inoltre quando ho iniziato a informarmi non esistevano ancora tutte le informazioni che oggi si trovano in rete.DSC02320

Gli altri cammini sono stati gradualmente sempre più difficili sia tecnicamente, parlo del dislivello, che per la lunghezza delle tappe, ma anche per la pochissima presenza di pellegrini sul cammino stesso.
In alcuni casi ho camminato per giorni senza incontrare proprio nessuno.
Dopo il Camino Francés ho seguito il cammino del Norte, la Via de la Plata (variante per il Sanabres) e la Via Podiensis in Francia.
Ho anche percorso cammini più brevi in Spagna come il cammino Aragonese, per allungarlo un po’ sono partita da Lourdes… mi piaceva l’idea di arrivare al passo del Somport a piedi, invece che con il bus.
Ho seguito anche il meno noto Cammino Vasco del Interior, anche detto Camino del Tunnel de San Adrian oppure Via de Bayona….questo cammino ha più nomi che chilometri!
È lungo solo 250 chilometri e ha addirittura due varianti che sfociano entrambe sul Cammino di Santiago una a Santo Domingo de la Calzada e l’altra più avanti, a Burgos.
Sono partita da Irun, nei Paesi Baschi al confine con la Francia (questo cammino proviene da Bayonne, pochi chilometri al di là del confine) e lentamente sono scesa in direzione sud-ovest attraversando tutto il Pais Vasco e poi a Miranda del Ebro ho scelto la variante per Burgos perché avevo voglia di rivedere la grandiosa cattedrale.
Questo cammino è stato proprio una sorpresa, perché pur essendo sconosciuto, alcuni scorci sono proprio da cartolina svizzera!
Il tunnel in realtà è una grotta naturale aperto sui due lati formando così un tunnel vero e proprio. Al suo interno c’è un eremo purtroppo chiuso e imbrattato da graffiti. Si attraversano delle graziose cittadine come Tolosa, Vitoria, Pancorbo. È un bel cammino che consiglio a chi ha pochi giorni a disposizione
In Italia ho percorso il Cammino di Assisi e il cammino Di qui passò Francesco, da Dovadola fino a Rieti.
Ho camminato poi sulla Via Francigena, dal Gran San Bernardo fino a Orio Litta, e successivamente da casa, alle porte di Milano, fino a Roma.
Ho seguito anche le tre varianti della VF da Bobbio a Pontremoli: la Via degli Abati; la variante dal Monginevro fino all’intersezione con il tratto proveniente dal Gran San Bernardo, a Vercelli.
Per ultima ho percorso la Via della Costa ligure da Menton a Sarzana.

In Italia il cammino è tradizionalmente legato alla montagna, all’escursione sulle Alpi o sugli Appennini.
Molti però fra i frequentatori dei lunghi cammini non hanno una lunga esperienza di montagna. Per te com’è stato?IMGP9949

È stato così anche per me.
Prima dei cammini, per molti anni ho accantonato le passeggiate in montagna perché, come spesso succede, il gruppo con il quale facevo escursioni sugli Appennini, negli anni si è sciolto e io mi sono dedicata ad altro, ma la voglia di camminare, piano piano, è tornata a galla.
Cercavo qualcosa di forte, qualcosa che potesse soddisfare il forte desiderio di camminare che avevo a lungo sopito. Casualmente ho sentito parlare del Cammino di Santiago.
Ecco cosa avrebbe potuto saziarmi, e così sono tornata a indossare gli scarponi, da allora non ho più smesso.

Per ultimo hai camminato lungo un itinerario in Francia, che percorso hai seguito?

In Francia ho percorso il primo tratto della Via Podiensis, una delle quattro principali vie francesi che portano a Santiago de Compostela (le altre sono quella che parte da Arles, quella da Vezelay e quella da Parigi).
È una via molto ben segnalata che fa parte delle Grande Randonnée GR65. Le GR sono una rete di sentieri di lunga percorrenza che in Francia coprono addirittura più di 35.000 km di sentieri segnalati. Ci sono GR anche in altri paesi come il Belgio, l’Olanda o la Svizzera. La GR65 proviene proprio dalla Svizzera. Si tratta della Via Gebennensis che collega Ginevra a Le Puy en Velay in 350km. Ma questo è un altro cammino…

I francesi sono appassionati di trekking, se ne incontrano parecchi che seguono dei brevi tratti magari vicino a casa. Molti, per lo più pensionati, percorrono tutto il cammino fino a Santiago.
Sono partita da Le Puy en Velay, una cittadina nel massiccio centrale francese, fino ad arrivare a Moissac.
Ho attraversato paesini deliziosi, soprattutto nella regione dell’Aubrac passando per Nasbinals, Espalion, Estaing fino all’incantevole borgo medievale di Conques con la sua abbazia di Sainte Foy che è patrimonio mondiale dell’umanità.
Ho proseguito poi verso Figeac con le sue case a graticcio e l’interessantissima piazza dedicata all’archeologo Champollion che scoprì, grazie alla “Stele di Rosetta”, come decifrare i geroglifici
Il pavimento della piazza è ricoperto da una lastra di granito nero completamente incisa con geroglifici.
Poi Lauzerte per finire poi a Moissac con la sua meravigliosa abbazia di San Pietro.
Avevo solo due settimane di tempo, ho macinato tanti chilometri ogni giorno pur di arrivare a Moissac, che mi ero prefissata come meta.
Era la tappa più vicina all’aeroporto di Toulouse dal quale sarei ripartita. Non è stato facile, ma quale cammino lo è?

Come mai hai scelto proprio quel percorso?IMGP9883

Per mille ragioni, prima di tutto perché gran parte dei cammini spagnoli e italiani, almeno quelli più noti, li ho già percorsi, ma tanti altri sono lì ad aspettarmi.
Poi perché durante il mio primo cammino in Spagna sentivo parlare dei pellegrini francesi che arrivavano da un paese della Francia che sembrava lontano anni luce e quindi un po’ mi aveva incuriosito, volevo andarci anch’io.
Mi piace la sensazione di “conquista” del territorio, mi piace immaginarmi su una mappa e unire i vari cammini percorsi.
Ecco, idealmente vorrei unire Roma a Santiago e questo tratto francese fa parte del puzzle che vorrei comporre e poi è un modo come un altro per masticare un po’ la lingua, il che non guasta mai.

È un percorso che consigli?

È indubbiamente un cammino ricco di storia e paesaggi splendidi. Non ha bisogno di particolare preparazione, se non quella solita per allenare la gamba. Non ci sono dislivelli pazzeschi, ma quotidianamente ci sono dei dolci saliscendi. Nei primi 150 chilometri si sta praticamente sempre su sentieri di montagna dopodiché i sentieri si alternano con l’asfalto rimanendo su strade secondarie non trafficate. Direi quindi che è un cammino per tutti.

Dove passavi la notte? Come hai trovato i posti?IMGP0011

Ho comprato una guida suggeritami da chi ha già percorso il cammino, è fatta dalla FFRP, (Fédération Francaise de la Randonnée Pédestre), la federazione francese che ha predisposto la segnaletica bianco-rosso del GR65 e di tanti altri GR.
Ho anche cercato in rete, ci sono molti siti specializzati dove ti puoi fare un’idea di quello che ti aspetta.
Per dormire in Francia occorre telefonare e prenotare il posto per la notte, ed eventualmente anche la cena, perché in alcuni posti sei nel bel mezzo del nulla e quindi se non ti sei portato dei viveri, ti devi affidare alla cena preparata da chi ti ospita.
Ho anche comprato una guida dedicata esclusivamente agli alloggi, fatta molto bene e con un nome simpaticissimo “miam-miam dodo”.
Con questa guida puoi pianificare le tappe anche in base alla tipologia di alloggio che cerchi.
In Francia ci sono alloggi di tutti i tipi, dalla Torre medievale, al Monastero delle suore, alle gite d’etape (rifugio), oppure la cascina o al campeggio.
C’è proprio ogni tipologia! In ognuno di questi ho incontrato gente veramente molto ospitale ed estrema pulizia.

Hai incontrato altri che percorrevano tutto l’itinerario?

In realtà ho incontrato solo una donna americana che camminava da sola ed era diretta verso Santiago.
Gli altri, francesi, percorrevano brevi tratti vicino a casa e altri che si sarebbero fermati a Saint Jean Pied de Port.

Ci sono segni del passaggio dei pellegrini di un tempo?

La storia racconta del vescovo Gotescalco primo pellegrino noto, partito da Le Puy en Velay nel X secolo e diretto a Santiago de Compostela.
Del suo pellegrinaggio (e degli altri tre cammini principali francesi, quello di Arles, Vezelay e Parigi) si narra nella Guida al Pellegrino del Codice Callistino.
Le Puy en Velay è anche un santuario mariano che custodisce la statua della Vergine Nera ed è per questo che molti pellegrini partivano proprio da qui per recarsi in pellegrinaggio a Santiago.
Sono state quindi poste lungo il cammino moltissime croci a indicarne il percorso. Ce ne sono tuttora di antichissime, in ferro, in legno o in pietra.

Che differenze hai trovato fra i cammini in Spagna e quelli in Italia? Che differenze ci sono fra cammini più conosciuti e più frequentati e cammini meno frequentati?

Di botto direi l’accoglienza.
DSC02699La Spagna ha molti anni di esperienza di cammini e si è organizzata molto bene in fatto di accoglienza.
Lungo i tre cammini principali (il Francès, la Plata, il Norte) c’è una moltitudine di cosiddette “ospitalità povere” dove viene chiesta solo un’offerta libera. Generalmente in parrocchie, scuole o addirittura nella sala consigliare del comune.
Oppure ospitalità a pagamento, di solito sotto ai 10 euro, come quelle che noi intendiamo come “rifugio” cioè una struttura dedicata ad accogliere pellegrini.
Generalmente ci sono una o più stanze comuni con letti a castello e una cucina per le cene comunitarie.
A parte l’accoglienza in senso lato, anche l’accoglienza intesa come calore della gente, è più calda che da noi.
In Spagna sanno già come si accoglie un pellegrino… il pellegrino in genere è portatore sano di spiritualità… e di denaro. In Italia non sono molti i luoghi dove ti accolgono con calore e genuinità.
Spesso vieni visto come un “barbone” o come un “fuori di testa” perché cammini invece che andare coi mezzi.
Invece per quanto riguarda le strutture ricettive sia sulla VF che sul Cammino di Assisi ho trovato, con grande piacere, diversi luoghi con ospitalità povera. Anche la segnaletica devo ammettere che è all’altezza dello storico cammino di Santiago!
Ecco, per questi aspetti “tecnici” direi che siamo sulla buona strada, non abbiamo proprio nulla da invidiare ai cugini spagnoli, anzi la nostra Italia offre sicuramente moltissimo dal punto di vista storico-culturale e paesaggistico.
Dobbiamo solo migliorare l’aspetto “umano”.
Per quanto riguarda invece i cammini meno conosciuti (che stanno tra l’altro prolificando sia in Spagna che in Italia), la Spagna è sempre imbattibile sulla segnaletica, mentre le strutture ricettive sono più che altro di tipo alberghiero (ma non si spende mai tanto).
Le vie meno note in Italia sia dal punto di vista segnaletica che dal punto di vista ricettivo sono ancora molto carenti.

Pensi che in Italia l’interesse verso il cammino stia crescendo? In che modo?

Non conosco le statistiche, ma da quello che so l’interesse per i cammini italiani è in crescita, soprattutto da parte degli stranieri.
Sono pellegrini che principalmente hanno già seguito altri cammini in Spagna o in Francia e che, come corso naturale, vengono in Italia per seguire le orme di Sigerico.
Gli italiani si stanno avvicinando lentamente a questo tipo di vacanza alternativa, i più motivati rimangono i francesi e i tedeschi, ma anche i conterranei cominciano a “muovere i primi passi”.
Continuano però a preferire la Spagna che storicamente ospita cammini più conosciuti e meglio attrezzati.
Alcuni pensano che in Italia la segnaletica sia ancora troppo scarsa o hanno paura di dover camminare completamente in solitudine e magari preferiscono allontanarsi sennò non gli sembra di essere in vacanza (noi italiani siamo ancora troppo “esterofili”) perché le vacanze… sai, quelle due o tre settimane all’anno, se le passi all’estero sa più di vacanza!
Conosco alcuni che non hanno mai sentito parlare della VF, ma sognano di percorrere il cammino di Santiago.
Non c’è dubbio, quest’ultimo è molto più conosciuto della VF.
Per farla “decollare” bisognerebbe fare molta più divulgazione, per il resto la segnaletica è già sufficientemente posizionata, ma come tutte le cose ha bisogno di molta “manutenzione” che ora è affidata alla volontà e passione di alcuni gruppi di volontari.

Molte donne hanno paura a camminare da sole, invece tu hai camminato spesso per tuo conto, cosa puoi dirci?

Dico che non bisogna mai smettere di aver paura. La paura non mi abbandona mai, ma non mi impedisce di camminare da sola.
Camminare in compagnia è bello perché puoi condividere le gioie o le difficoltà che ti si presentano in un cammino, ma camminare da soli, e questo vale anche per gli uomini, ti può dare qualcosa in più.
Puoi acquisire maggiore sicurezza.
Da solo acuisci i tuoi sensi e riesci ad assecondare il tuo ritmo senza bisogno di aspettare chi ti segue o di accelerare per seguire chi ti precede. Puoi fare delle conoscenze che altrimenti non faresti e decidere di camminarci insieme o scegliere di proseguire da sola.
Puoi parlare le lingue che altrimenti non parleresti che siano esse inglese, francese o, perché no? Anche sentirti libera di parlare con qualche bestiola che incontri su un sentiero, rischiando anche che ti prendano per pazza se qualcuno ti sente cippettare con un passerotto.
Camminare soli è il modo migliore per entrare nel tuo piccolo mondo interno, una sorta di meditazione che ti permette di astrarti completamente dai tuoi pensieri.

Hai altri cammini in progetto?

Ho tanti progetti. Mi piacerebbe completare i vari tasselli mancanti del mio puzzle.
Non so ancora se proseguire la Via Francigena verso sud (da Roma verso la Puglia) oppure verso nord, magari nel tratto svizzero da Pontarlier al Gran San Bernardo. In un senso o nell’altro, sarà comunque “cammino”.

In molti partono per un primo cammino, poi tornano e ripartono, tornano e ripartono ancora. Come mai?

È come una droga… ma una di quelle sane!
Quando cominci a vedere su una mappa quello che hai percorso con i tuoi piedi… ti viene voglia di esplorare sempre di più, di allargare sempre più i confini!
Ti chiedi come sarà camminare in questo o quel paese e allora compri una guida, prendi informazioni in rete, ed è anche questa una parte molto coinvolgente del viaggio, la preparazione al cammino.
Poi parti, incontri qualcuno che ti parla di quel tal percorso e così quando torni… ricominci a pianificare!

Che consigli vuoi dare a chi vorrebbe partire, ma non ha mai trovato la forza, il coraggio o lo stimolo per farlo?

Chi vuole partire veramente parte, non ha bisogno di consigli.
Agli altri dico solo che si dovrebbero abbandonare a ciò che il cammino gli può offrire. Il coraggio lo troveranno nei compagni di viaggio che sui cammini più frequentati sicuramente non mancheranno.

Lasciaci un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.