L’ospitalità secondo Immacolata Coraggio

ImmacolataImmacolata Coraggio è autrice di Hospitaleros, diario dei giorni passati all’interno degli Hospitali sul Cammino di Santiago.

Buongiorno Immacolata, ci racconti un po’ di te?
Mi chiamo Immacolata Coraggio, sono una pellegrina e una ricercatrice: pellegrina su cammini geografici ma soprattutto di vita, ricercatrice come biologa al Consiglio Nazionale delle Ricerche, ma soprattutto del senso della mia vita. Sono diventata ricercatrice al CNR con l’idea che lo scopo della vita fosse il porsi la Grande Domanda “io chi sono e cosa ci faccio qui” e che la risposta per quanto irraggiungibile fosse unica per cui una strada valeva l’altra nel cercare di raggiungerla: io sceglievo la biologia. Da una ventina di anni mi sono accorta che rispetto alla Grande Domanda la biologia mi aveva detto tutto ciò che poteva, per cui ho cominciato a interessarmi ad altre Vie: terapie olistiche, psicogenealogia, spiritualità, i Cammini. Ora sto organizzando il mio licenziamento (in autunno) dal CNR per una vita nuova in un ecovillaggio nel nord del Lazio, in cui occuparmi di Cammini fisici e di vita condivisi con altri.

Da quanto tempo viaggi a piedi?
Il mio primo cammino per Santiago è stato nell’estate 2006, ma mi è sempre piaciuto camminare a lungo a piedi. Ricordo ad esempio il periplo dell’isola di Malta nell’estate 1992.

Ci racconti un momento emozionante vissuto in cammino?
Difficile isolarne uno; forse il più emozionante è stato il mio arrivo a Montemario nel 2008, tre mesi dopo la mia partenza da Canterbury…Sono stata travolta da una tale inondazione di emozioni che mi sono accasciata in terra, abbracciata a un palo della balaustra e continuavo a pensare sono a Roma, sono a Roma, sono a Roma; guardavo Roma con gli occhi velati di lacrime mentre mille ricordi mi affollavano la mente.

L’incontro più intenso avvenuto sul cammino?
Alexander tra tanti altri: argentino 30enne, camminava verso Santiago con una croce di legno di un paio di metri, montata su un carrellino. Nonostante fossi in cammino da molti anni e nonostante il mio obiettivo nella vita sia di essere accogliente e non giudicante, mi rendo conto continuamente di essere piena di giudizi per cui spesso in cammino mi avvicino a persone verso cui mi accorgo di emettere “pregiudizi”. Mi avvicino ad Alessandro per sfatare i miei pregiudizi su suo essere un fanatico bigotta. Abbiamo camminato insieme diverse ore, durante le quali i miei pregiudizi sono evaporati e molte riflessioni sono nate. Alessandro mi ha raccontato di essere in Spagna da 10 anni e di voler ripartire per l’Argentina dove lo aspettano moglie e tre figli. Si sente grato infinitamente alla Spagna e agli spagnoli e a Dio e ha DSCN7433quindi deciso di fare il cammino come ringraziamento prima di andar via. Ma lui è giovane e forte e il camminare con lo zaino sarebbe stata una semplice passeggiata, e non avrebbe corrisposto al sentimento che voleva esprimere. La difficoltà maggiore che ha dovuto affrontare non è la fatica, ma il “pregiudizio” della gente…sia negativo sia positivo. Chi lo vede come fanatico chi come eroe…per fortuna ha incontrato più apertura di quanta se ne aspettasse. Un pellegrino come un altro, con il bisogno di portare la croce come molti di noi hanno bisogno di portare lo zaino.

Perché viaggiare a piedi o in bici?
Per assaporare la lentezza, per centellinare il qui e ora, per conoscere e farsi conoscere, per parlare e ascoltare, per godere dell’uso dei muscoli che finalmente ricordano a cosa sono stati destinati, per sbalordirsi della bellezza di un fiore, per offrire una sorsata d’acqua a un altro pellegrino, per cantare stupide strofe inventate al momento, per accordare il tempo dei passi a quello del cuore…

Immacolata Coraggio sarà presente venerdì 15,sabato 16 e domenica 17 marzo allo stand dei Percorsi di Terre  a Fa’ la cosa giusta! per incontrare i lettori e gli appassionati del viaggiare lento.

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