In cammino con Riccardo Latini

Rik Via Domitia 2011 - Monginevro-revRiccardo Latini è autore per Terre di Mezzo di moltissime guide:  A Santiago lungo la Via de la Plata e il Cammino Sanabrese, La Via Francigena da Canterbury alle Alpi e la via Francigena in ValleAosta e Piemonte. Ha anche collaborato alla parte dedicata alle biciclette delle Guide Di qui passò Francesco e Con le Ali ai piedi. Conosciamolo meglio.

Ciao Riccardo, ci racconti qualcosa di te?
Sono professore di Geografia in un liceo dell’hinterland milanese. Amante della montagna e dei viaggi. Mi ritengo fortunato perché ho unito la passione giovanile per i viaggi con la professione di geografo e la ricerca sul territorio. Sono felicemente riconiugato da non so più quanti anni e ho due figlie grandi: una lavora in ospedale e l’altra studia in Germania.

Da quanto tempo viaggi a piedi?
Credo da sempre, sono amante della montagna e delle lunghe giornate di escursione in totale libertà a contatto diretto con la natura. Però, dopo decenni di escursioni “verticali”, mi sono appassionato ai “sentieri orizzontali” e ai Cammini di antica fede riscoperti. Ho percorso, anche più volte, tutti i grandi Cammini storici di antica fede riscoperti che conducono a Santiago di Compostela in Spagna e altrove per un totale di oltre 13.000 km. Credo, perché ho smesso di contarli dopo i primi 3.000 chilometri. Il mio vagabondare da adulto non è più una raccolta di quanti chilometri percorro ogni anno

Quale è stato il tuo primo viaggio a piedi?
Il primo ricordo certo di un viaggio è quello che feci da bambino, credo attorno ai cinque anni, con mio padre. Lo ricordo come un lungo viaggio in macchina, con molte soste, su e giù per i colli romani, infatti quel su e giù mi provocò nausea con tutto quello che ne consegue. Poi ne sono venuti altri. Il primo viaggio in treno da solo è stato a 13 anni per andare a Livorno per passare l’estate da parenti. Oppure la mia prima estate d’avventura da solo a 17 anni all’Isola dell’Elba, dove ero andato per lavorare. Ci restai quattro mesi e tutto il tempo libero dal lavoro l’ho utilizzato per girarla tutta, a piedi.
Ho girato l’Europa e l’Italia in lungo e in largo e da giovane ho vissuto anche all’estero, sempre mantenendomi lavorando, come un emigrante. Più adulto ho utilizzato la macchina, il treno, l’aereo e da molti anni a piedi tirandomi dietro una bicicletta che a tratti mi aiuta a percorrere chilometri in più che a piedi.

Ci racconti un momento emozionante?
Ce ne sono troppi, tanti quanti sono stati i miei viaggi a piedi e ognuno legato a un particolare momento. Se vogliamo limitarci alle mie esperienze di Cammini di antica fede sono gli incontri con le persone che mi hanno aiutano in particolari momenti di difficoltà. Aiuto non richiesto, ma donato come se fosse cosa naturale. Provate ad accogliere in casa vostra una persona sporca, sudata e vestita in un modo non convenzionale?
Ci sono state persone che con il solo sguardo riuscivano a capire le mie difficoltà, come di chi è sulla strada da solo, da settimane, e senza domandare nulla mi hanno offerto aiuto. Ciò mi da speranza che in questo mondo egoista e avvitato su se stesso c’è ancora brava gente che da senza chiedere nulla in cambio. E la cosa più interessante e che quelle persone in maggioranza non erano credenti … La vita è strana … Quanti erano preposti all’accoglienza cristiana, compreso qualche prete (preferisco non fare nomi e indicare luoghi), spesso mi hanno sbattuto la porta in faccia. Altri invece …

L’incontro più bizzarro sul Cammino?
Anche in questo caso ce ne sono stati fin troppi. Quando si sta sulla strada e sentieri in piena solitudine per giorni e si incontra qualcuno forse il più bizzarro ero io che avevo lasciato casa, famiglia e consuetudini quotidiane per camminare o pedalare per migliaia di chilometri, mangiando e dormendo spesso in luoghi precari, anche se ho un accordo con mia moglie, dopo che le avevo narrato certe vicende, che ogni notte devo avere un tetto sulla testa e alla fine si è rassegnata anche alla tenda.

Perché viaggiare a piedi o in bici?Rik Cammino Francese 2004
Perché è un andare lento, in contrasto con le mie abitudini quotidiane sempre troppo frenetiche per le molte cose da fare, con scadenze precise e che con l’età diventate anche stressanti.
L’uomo nasce nomade e nel nomadismo non c’è fretta dell’andare e il tempo scorre lento scandito dal sole, la luna e dalle necessità primarie. Il denaro non è sempre necessario, io ho un budget risicato, in media 10-15 euro al giorno. Da anni viaggio da solo, per necessità interiore, in piena autosufficienza con un carico ridottissimo ma che mi sembra sempre troppo quando devo affrontare certe salitacce.

Un ultima considerazione?
Sono e rimango un camminatore e la bicicletta negli anni è diventata la protesi che mi stacca dal suolo solamente per permettermi di percorre un Cammino in un tempo di poco più breve di un camminante. Sono un ciclista atipico, in sostanza sono un falso ciclista. Appena posso scendo dalla bicicletta e cammino, e non solo per necessità, come su una impegnativa salita, ma anche per il piacere di ritrovare il contatto con il suolo.

Riccardo Latini sarà presente venerdì 15, sabato 16 e domenica 17 marzo allo stand dei Percorsi di Terre  a Fa’ la cosa giusta! per incontrare i lettori e gli appassionati del viaggiare lento.

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