La via Francigena per tutti, seconda parte

Continua il viaggio lungo la via Francigena di Pietro Scidurlo, Roberto D’Amato, Bartolomeo, Pino Baldissera e Giancarlo Cotta Ramusino per verificare e mappare un percorso adatto a tutti, anche pellegrini con disabilità.

Ecco il racconto delle tappe toscane:

2 e 3 Aprile – Avenza & Lucca #diariodiviaggio

Sono state giornate infine e stancanti. Non sempre riusciamo a scrivervi qualche parola…
Abbiamo lasciato la città di Pontremoli in direzione di Aulla, ciò che ci attendeva sapevamo che era una tappa di una difficoltà media, sapevamo che c’era un piccolo colle da scavalcare in realtà piccolo colle non era!!!
Siamo giunti da Pontremoli ad Aulla in maniera molto “filante” e li ad accoglierci c’era una nuova amica, Diana, che ci è venuta incontro con la colazione e la sua splendida famiglia, abbiamo avuto modo di riposare cinque minuti contati, dopodichè la direzione era appunto Sarzana e quindi il mare Avenza.
La ciclovia pedonale però per non passare sulla statale è stata allungata di 15 km circa, in un percorso per quanto pericoloso ma comunque pianeggiante attraversava un colle, questo colle è stato veramente estenuante che seppur più corto della Cisa ci ha portati ad un livello di fatica quasi disumano. Parliamo di circa 8/9 km con pendenze continue tra il 12/13 % , l’unico metodo che avevo sottomano per valutare tali pendenze era appunto solo lo sforzo fisico mio e di Roberto, che spesso ci portava a bloccarci sulla salita, a rimanere li e ad iutarci l’un l’altro, spingi tu che spingo io, e cosi siamo arrivati quasi in cima. Abbiamo raggiunto quindi Ponzanello, li ci siamo riposati attendendo gli altri.
Da Ponzanello a scollinare ancora c’era giusto qualche chilometro, e dopo saremmo scesi verso Sarzana, abbiamo quindi scollinato e siamo scesi a Sarzana, abbiamo ricaricato le batterie completamente scariche dallo sforzo subito.
Da Sarzana mancavano giusto 15 km per Arenza, e siamo riusciti a raggiungerla abbastanza velocemente, anche se la ricarica delle batterie ci ha fatto perdere almeno 2 ore di tempo e siamo quindi giunti intorno alle 20, però di per sé il tragitto è stato abbastanza filante, ed è stato bello vedere il mare dopo circa 400km!!!
Ad accoglierci ad Avenza, c’era Fancesco, un uomo di chiesa, una persona gentilissima che ci ha fatto sentire a casa, che ha messo disposizione tutti i servizi possibili a noi necessari e li abbiamo dormito, però la tappa di ieri aveva rovinato le nostre biciclette, alla mia si è stortato il telaio, e l’indomani sapevamo che avremmo dovuto sistemare le biciclette prima di partire.
Siamo andati a cena in un posto chiamato “La casa del Pellegrino”, ci ha portati un pellegrino che è proprio di Carrara e si chiama Federico Campostrini, una persona a me nota, un amico con cui ho condiviso l’esperienza del corso di ospitalero e che ci è venuto appunto a trovare.

Il giorno dopo siamo ripartiti nonostante ci siamo alzati di buona lena, la tappa prevedeva appunto da Avenza a Lucca, però la partenza effettiva è stata ritardata di qualche oretta, perchè dovevamo sistemare oltre che il mio telaio, anche le altre bici, e dulcis in fundo, mentre andavo a fare colazione ho bucato la ruota della sedia a rotelle, però il nostro staff di Free Wheels insieme all’Onorevole Raffaella Mariani si è attivato immediatamente e ci ha fatto capitolare in piazza San Pietro ad Avenza tal Jack di Massa, noto ciclista della zona, che nonostante fosse domenica nonostante stesse raccogliendo gli asparagi ha mollato tutto ed è venuto in nostro soccorso, ci ha fornito la camera d’aria abbiamo cambiato la ruota, lo abbiamo salutato calorosamente con la promessa di rivederci e siamo potuti ripartire da Avenza alle ore 11.00 / 11.30.
La tappa che ci attendeva non era lunga, circa 51km però andavano fatti!! Quindi il primo obiettivo era raggiungere Carrara, Pietrasanta, e Camaiore, Valpromaro ed infine Lucca!!
A Carrara abbiamo trovato un piccolo intoppo che abbiamo risolto con la nostra praticità, si trattava di rivalicare un passaggio troppo stretto, superato l’ostacolo siamo giunti a Pietrasanta, città fantastica, nella quale ci attendeva un assessore, che però avremmo conosciuto a Lucca, dopo Pietrasanta abbiamo raggiunto Camaiore, superando agevolmente un piccolo colle chiamato Montemagno, ci siamo fermati a salutare gli amici che stanno facendo il corso da hospitaleros a Valpromaro, riabbracciando vecchi e nuovi amici, sopratutto Giovanni Balzaretti, che era tanto tempo che non vedevo, ed è la persona che mi ha istruito durante il mio vecchio corso da hospitaleros volontario.
Lasciato Valpromaro abbiamo dovuto abbandonare la ciclo via, in quanto c’era un problema tecnico alla got e quindi abbiamo dovuto seguire la statale fino a Lucca, però una volta giunti a Lucca ci hanno confermato che il tratto dopo Valpromaro la strada si inoltrava in un bellissimo parco pianeggiante ed accessibile a tutti.
Giunti a Lucca l’accoglienza è stata strepitosa perché oltre a tutta l’amministrazione e all’onorevole Mariani, ed ai Sindaci dei comuni limitrofi, anche la Misericordia di Lucca, non vedevano l’ora di abbracciarci, ho avuto l’opportunità unica (potrei dire) di tenere una piccola conferenza, una piccola chiaccheratina, all’interno della vecchia “Casa del boia” e che era accessibile e che presto diventerà un museo interattivo sulla via Francigena.
Una cosa che mi ha colpito oltre alle parole delle persone che sono intervenute, è stato il fatto che ci siamo seduti tutti in cerchio, una cosa molto particolare che mette tutti sullo stesso livello ed è un po quello che cerchiamo anche noi. Nel senso di essere un domani considerate persone normali in viaggio e che raccontino ad altre persone un viaggio che possa essere per tutti.
Dopodichè la Misericordia di Lucca ci ha ospitati nella loro splendida sede, dove abbiamo potuto vivere un momento di convivialità, molto semplice molto vicino e sopratutto molto caloroso, e finalmente abbiamo potuto raggiungere i nostri letti e riposare in un altra struttura che si chiama Casa Del Clero.

Prosegue il racconto Chiara, sorella di Pietro, poichè la fatica inizia a sentirsi nelle ultime tappe.

Ogni comune attraversato ha avuto nei confronti dell’allegra Brigata un’attenzione speciale, per esempio Radicofani, che nella serata di oggi ha radunato nel giro di un paio di giorni tutte le associazioni della citta, tutte le autorità locali e tutta la disponibilità e flessibilità possibile per il loro arrivo. Una gran bella festa.

Piuttosto che San Quirico, città per cui non patteggiavo molto, poca attenzione alla disabilità, e invece la Sindachessa Valeria Agnelli ha risposto in tempo zero alla richiesta di aiuto di Pietro, che ieri ha rotto lo sterzo della bicicletta. Addirittura ieri la misericordia di San Quirico negli ultimi 10 chilometri, li ha scortati come si fa con i “mezzi pesanti”. La mattina successiva poi, la Sindachessa ha poi trovato un bravo meccanico che gli ha aggiustato la bici.

Quando c’è stata la tappa di Siena, per esempio i ragazzi non sono arrivati. Si sono fermati ad Abbadia Isola, il sindaco li ha portati con la propria macchina a Siena, e poi se li è ricaricati e fatti dormire in luogo più consono. La mattina i ragazzi sono ripartiti da Abbadia.

Ogni comune ha risposto davvero positivamente.

 

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