Motus est vita: intervista a Diego Zarantonello

intervista di Giancarlo Cotta Ramusino – Girumin. Dello stesso autore puoi scaricare gratuitamente il diario Ritorno a Nikolajevka

Diego è un grande appassionato della ginnastica all’aria aperta, la sua passione lo ha portato a studiare, praticare e promuovere uno stile di attività fisica inventato molti anni fa.
Uno stile poco conosciuto che riunisce in sè elementi semplici, ma profondi e che invita anche nell’attività fisica a ristabilire un contatto più diretto con la natura.
Diego sta riscoprendo questo stile per svilupparlo e proporlo ad altri.

Diego, che cosa vuol dire “Hebertismo”.

L’hebertismo (da Georges Hébert, suo fondatore), più propriamente detto “Methode Naturelle” o Metodo Naturale, è un metodo di educazione “fisica, virile e morale” sviluppato in Francia agli inizi del ventesimo secolo.
Per educazione “virile” s’intende semplicemente la formazione del carattere e lo sviluppo delle qualità dell’uomo d’azione: energia, coraggio, forza di volontà, fermezza e “sangue freddo”.
Il termine “viril”, per i francesi significa appunto “energico, attivo”.
Educazione “morale” perché il tutto è finalizzato alla cultura di sentimenti nobili come la solidarietà, l’altruismo, l’onore, il rispetto e la lealtà.
Da qui il motto che riassume questo metodo: “essere forti (fisicamente e mentalmente) per essere utili (tanto agli altri quanto a se stessi)”

Come si propone, come è organizzato?

Il principio cardine dell’hebertismo è l’utilizzo delle cosiddette “gesta proprie” o movimenti naturali della nostra specie per acquisire e mantenere uno sviluppo fisico completo. Si parla dunque di una preparazione fisica “generalizzata” anziché “specializzata” (tipica degli sport). Grazie a questi movimenti ci si allena in senso naturale, la “macchina umana” viene stimolata a “funzionare” impiegando i mezzi che sollecitano gli organi vitali. Al tempo stesso però questi esercizi hanno un’utilità pratica.

La predominanza però è lo spostamento, vale a dire che la corsa e la marcia sono considerati gli esercizi di base, detti fondamentali, che assieme al salto costituiscono i generi di esercizi cosiddetti del primo ordine o di spostamento.
Il secondo ordine comprende gli esercizi di spostamento più complessi e quelli con l’aiuto degli arti superiori: equilibrio, trasporto, quadrupedia, arrampicata, nuoto.
Lotta e difesa, sollevamento e lancio invece formano il terzo ordine di esercizi ossia quelli di stazionamento.
Unendo il sollevamento con il trasporto, abbiamo i dieci gruppi o famiglie di esercizi che l’essere umano può compiere in un ambiente naturale senza il bisogno di attrezzi artificiali.
Altro aspetto fondamentale del Metodo Naturale è che la pratica avviene all’aria aperta, anche se il tempo non è bello.

Perché la ginnastica all’aria aperta?

L’aria aperta già di per sé può essere considerata uno strumento per fortificare il corpo e la mente. Basti pensare allo sforzo fisico e alla forza di volontà necessari anche solo per una semplice camminata sotto la pioggia, in mezzo al fango o d’inverno sulla neve fresca. Si pensi inoltre alla differente qualità dell’aria che si può trovare in una palestra e quella in un bosco o in un’area verde. Se poi si aggiunge la presenza del sole, non c’è molto altro da dire.

Che relazione ha con la vita all’aria aperta? Con l’ambiente naturale?

Il Metodo Naturale è anche una dottrina filosofica caratterizzata innanzitutto dall’amore e dal rispetto della natura. Infatti, il far ristabilire all’uomo della moderna società il contatto con la natura, il riscoprire le azioni e le condizioni di vita naturali per cui il proprio corpo è “progettato” utilizzandole per il proprio sviluppo sono aspetti basilari dell’hebertismo.

Per utilizzare le parole del suo fondatore, Il Metodo Naturale non è quindi un sistema, ma uno stile di vita e un modo di concepire la vita in accordo con la natura; può essere infatti pensato come la ricerca, l’insegnamento e l’acquisizione dell’equilibrio in tutti gli aspetti della vita, tra i quali l’armonia con la natura è di fondamentale importanza.

Si usano degli attrezzi?

Diciamo che se l’ambiente naturale che abbiamo a disposizione è abbastanza vario, come può esserlo un bosco o una collina intera, ci si può allenare nelle varie famiglie di esercizi andando alla ricerca di “ostacoli” naturali da superare: arrampicarsi su un albero o su di una roccia e poi saltare giù, camminare in equilibrio sul tronco di un albero caduto ecc., sono le modalità di allenamento privilegiate dal metodo naturale. Se invece non si ha a disposizione un simile ambiente, ecco che sarà necessario costruire artificialmente gli ostacoli che permettano l’allenamento tramite tutte le famiglie di esercizi.

Può capitare di non avere a disposizione un ambiente naturale: qui subentra la collaborazione tra praticanti e sarà il corpo stesso dei compagni ad assumere il ruolo di ostacolo (le possibilità sono innumerevoli: si pensi alla famosa “cavallina”, al salire sulle spalle o al passare in quadrupedia sotto alle gambe di una persona).

Che differenza c’è fra l’hebertismo e un percorso vita?

I moderni percorsi vita sono con grande probabilità un refuso dei percorsi a ostacoli artificiali utilizzati nelle scuole di ginnastica che applicavano il Metodo Naturale. Entrambi sono pensati per stare all’aperto ma una differenza c’è ed è notevole: la dimensione.
Mentre i percorsi vita non sono pericolosi, ne superano una certa altezza (per essere accessibili a chiunque e per motivi di sicurezza quando si trovano in luogo pubblico), gli ostacoli di un percorso Hébert sono progettati per essere esattamente il contrario: l’altezza (fino a 5-6 metri) e la “pericolosità” sono elementi fondamentali per formare le qualità “virili” di cui parla Hébert.

Esistono degli ostacoli/attrezzi particolari?

Certo che sì, uno in particolare: la CLAIE (leggi clè), attrezzo inventato da un capo scout ed hebertista belga di nome Georges Nellissen qualche decennio fa. Si tratta di una “griglia” di otto pali di legno lunghi 3 metri, incrociati in modo da formare quadrati di 1 metro di lato. Viene spesso confusa con il famoso “quadro svedese” con cui però ha poco a che fare.

Questo meraviglioso attrezzo permette di allenare quasi tutte le famiglie di esercizi (nuoto escluso) in quanto la Claie può essere fissa, mobile, verticale, orizzontale, obliqua. Può essere trasportata oppure utilizzata per arrampicarsi o per salirci sopra. In base all’età di chi la usa, la Claie può anche essere più piccola, con pali lunghi 2,2 o 2,7 metri.

Che somiglianze ci sono con altre proposte?

L’Hebertismo è un metodo di educazione fisica messo a punto più di cento anni fa, utilizzato dapprima nell’ambiente militare e successivamente nelle scuole. È quindi facile supporre che sia stato di ispirazione ed influenza per molte altre discipline nate successivamente in Europa o estrapolate dal mondo dell’addestramento militare moderno. Tra tutte spicca il parkour, una disciplina urbana nata negli anni ottanta come diretto adattamento del Metodo Naturale in ambiente urbano. Il legame tra il parkour e l’Hebertismo è palese in quanto il motto del parkour è “essere forti per essere utili”. La larga e rapidisima diffusione internazionale di questa disciplina ha comportato però una sorta di perdita dei concetti morali di cui si faceva portatore. Questo porta ad una differente intenzionalità tra chi pratica l’hebertismo e chi pratica il parkour.
Altre proposte interessanti e legate in qualche modo sono il MovNat, il Movimento Naturale, il Movimento Arcaico, il CrossFit, il più conosciuto Yoga ecc: discipline che, come l’hebertismo, utilizzano l’ambiente e i movimenti naturali per perseguire l’allenamento fisico e spirituale, anche se in accezioni diverse.

Che interesse c’è all’estero?

In Europa, durante il periodo di attività di Georges Hébert, l’Hebertismo era regolarmente praticato in Francia e in Belgio. In Francia la pratica era riservata ai pochi centri sportivi hebert (oggi ancora attivi), mentre in Belgio, paese nel quale l’hebertismo ha visto la sua più grande diffusione, la pratica del Metodo Naturale veniva attuata, fino a qualche decennio d’anni fa, oltre che nei centri sportivi, anche all’interno dello scautismo, canale che ne ha permesso più di tutti la diffusione e lo sviluppo.
Negli ultimi anni però, c’è stato un crescente interesse e un avvicinamento di una nuova generazione di persone che ha portato l’hebertismo anche in Germania e continua a svilupparlo.
In Italia l’hebertismo esiste principalmente all’interno dell’associazione scout AGESCI, ma qualche gruppo di praticanti ha cominciato di recente la sua attività al di fuori dell’associazione.
L’aspetto interessante di tutto ciò è la connessione esistente tra gli appassionati: ci si conosce più o meno tutti di persona e si tengono costantemente i contatti, tanto che tutti gli anni ogni nazione organizza degli incontri a cui partecipano esponenti delle varie associazioni.

In merito alla ginnastica, al fitness, è forse stato inventato tutto, ci sono corsi per ogni genere di disciplina, per tutti i gusti e tutte le caratteristiche personali.
Per esperti o per principianti.

Perché ci si dovrebbe dedicare all’Hebertismo?

Giustamente, parlare di fitness anziché di sport presuppone implicitamente una scelta, che è quella della preparazione fisica generalizzata anziché specializzata.
Nell’Hebertismo, però più di tutte le altre tipologie di fitness, l’allenamento aspira all’equilibrio; Equilibrio non solo nello sviluppo muscolare o tra doti di resistenza e potenza, ma anche tra corpo, mente e spirito.
Altro aspetto, forse più venale, è che per praticare l’Hebertismo non ci si deve iscrivere in una palestra e tutti i centri o gruppi che offrono il vero Hebertismo, non sono a scopo di lucro. L’ottica del servizio, e quindi dell’essere forti per essere utili, è anche in questo: gli istruttori sono e devono essere dei volontari (è ovvio però che per questioni legali e di sicurezza le associazioni sportive devono chiedere una quota di iscrizione per la copertura assicurativa).
Per riassumere con l’Hebertismo si scopre un modo nuovo di entrare in contatto e tornare in armonia con la natura, un nuovo modo di usarla e di concepirla.

In poche parole l’hebertismo è un metodo di educazione fisica eco-sostenibile a trecentosessanta gradi.

Come è nato l’hebertismo?

La vera storia dell’Hebertismo è affascinante ma abbastanza lunga. Consiglio di dare un’occhiata al sito web http://hebertismo.blogspot.it per approfondire qualche argomento ma soprattutto per avere qualche suggerimento pratico!

One thought on “Motus est vita: intervista a Diego Zarantonello

  1. Bel articolo lo praticato quando ero negli scout fine anni 70 primi 80 bisognerebbe incentivarne maggiormente la pratica pensa che chiedendo qualche anno fa a un capo scout se facevano il campo estivo di 15 giorni mi ha risposto e no non lo facciamo più facciamo solo una settimana altrimenti i ragazzi si stancano… beh mi sono cadute le braccia poveri noi.

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