Horace McCoy

Non si uccidono così anche i cavalli?

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Traduzione di Luca Conti

Anni Trenta. In piena Grande Depressione Robert e Gloria, entrambi a Hollywood in cerca di un ingaggio, per sbarcare il lunario si iscrivono a una maratona di ballo nei pressi della spiaggia di Malibù: in cambio di vitto e alloggio i partecipanti devono danzare per giorni e giorni senza mai fermarsi, fino allo sfinimento. In palio ci sono mille dollari e, soprattutto, la possibilità di farsi notare dai produttori e dai registi che bazzicano questi eventi.
La maratona attira sbandati senza quattrini e giovani in cerca di successo, e ben presto si trasforma in una vera e propria lotta per la sopravvivenza, dove non c’è spazio per i sentimenti né per la pietà umana e dove tutto, anche la sofferenza, è ridotto a spettacolo per gli occhi insaziabili del pubblico. Fino all’epilogo macchiato di sangue.

Una storia nera e inquietante che ricorda fin troppo da vicino la nostra epoca malata di reality show.

Da questo libro l’omonimo film di Sydney Pollack vincitore di un Oscar

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Descrizione

Horace McCoy (1897-1955) è uno dei nomi di riferimento tra gli scrittori della hard-boiled school, insieme con Dashiel Hammett, James M. Cain e Raymond Chandler.
Nella sua vita McCoy ha fatto mille mestieri: il commesso viaggiatore, il tassista, il giornalista e, negli anni Trenta, anche il buttafuori in una maratona di ballo.
Tra i romanzi pubblicati in Italia: Un sudario non ha tasche (Terre di mezzo) e Un bacio e addio (Einaudi)

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