Terre di mezzo magazine n° 38 PDF

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“Può un cammello asciugare le lacrime? O una crisalide pronta a diventar farfalla allontanare le paure? Il professor Bashir Lazhar procede per tentativi. Perché l’unica cosa che sa è che i bambini che ha di fronte -ai quali ora deve spiegare storia, matematica e francese- hanno visto la loro insegnante morire. E non di una morte qualunque. Ma suicida, nella stessa aula colorata e rassicurante che ogni giorno li accoglie. C’è violenza più grande di questa?, si chiede il maestro, come si supera il dolore? zittendolo o provando a balbettare qualcosa? La risposta rimane nell’aria quando le luci in sala si accendono e sullo schermo scorrono i titoli di coda. “Monsieur Lazhar”, il film di Philippe Falardeau, è una piccola perla -a ottobre dovreste trovarlo ancora in programmazione-, meno angosciante di quanto possa sembrare. Perché ci racconta una verità nuda e cruda -essere felici non è facile-, e allo stesso tempo ci lascia intravedere come l’amore e la creatività siano ottimi rimedi per curare (non per prevenire!) le ferite. Le proprie e le altrui.” (leggi tutto l’editoriale del Direttore

 

La marmellata della “prùna di fràti”, la susina di Terranova, un paesino in provincia di Reggio Calabria, arriva in Svezia. Le proprietà antitumorali del broccolo fiolaro di Creazzo sono riconosciute dalla Hopkins University di Baltimora. Il Pinot di Mancini di Pesaro sbarca ad Harrods. Questi sono i risultati dei “sindaci ribelli” del movimento de.co, cui è dedicata l’inchiesta del mese, ovvero la denominazione comunale che permette agilmente di definire le caratteristiche e il “disciplinare” della coltivazione o della lavorazioni di prodotti locali, legati alla tradizione della comunità. Potete degustarne alcuni a Kuminda (sabato 13 ottobre alle 17 in Cascina Cuccagna).

La stessa volontà d’azione caratterizza l’iniziativa di alcuni imprenditori consapevoli: come Fabio D’Aguanno, barman, che nel 2010 apre il primo bar bianco a Treviso. Una realtà in crescita, che risponde a una tendenza giovanile attuale, ovvero il fenomeno del binge drinking, del bere in modo compulsivo fino allo “sballo”. Nonostante le difficoltà, perché come osserva Sandra Canovi, “per far fruttare un locale bianco ci vuole il doppio dell’inventiva”, soltanto attraverso la costruzione di una vera alternativa all’alcol è possibile scongiurarne i danni.

Ad agire nel sociale è anche Petr Sourek, che individua nell’azione civile il tratto fondativo dei suoi “Corrupt tour“, itinerari all’interno della città di Praga, alla scoperta dei luoghi corrotti di un governo non proprio trasparente. Per turisti e concittadini un’occasione per promuovere ancora una volta un turismo consapevole. Come a Valencia, presto a Berlino, Vienna, Milano.

Storie di persone che si sono reinventate, hanno messo mano al loro bagaglio umano. Con fatica e determinazione hanno costruito un’alternativa, partendo dal basso, dalle persone e dai luoghi che vivono ogni giorno.

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