Terre di mezzo magazine n° 40 PDF

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“Chi ha paura muore ogni giorno”, Paolo Borsellino lo diceva, suppongo, pensando alla mafia. Io alle piccole cose. Fateci caso: di quante cose abbiamo paura. Non dico solo terrore, ma anche ansia, angoscia, inquietudine, preoccupazione. Se preferite -fa meno paura-, parlate di fifa.
Ne conosciamo il colore, l’odore, ne sappiamo persino calcolare il peso che a volte prende le gambe e a volte si ferma sul petto. È nel respiro che si fa corto e fatica ad uscire. C’è chi ha paura della solitudine o della responsabilità, chi di non farcela: al lavoro o in amore. Chi ha il terrore di esprimere il proprio parere o di cambiare. Chi si angoscia per il tempo che manca, chi si preoccupa per ogni scadenza e chi va in apprensione ogni volta che si trova davanti l’estratto conto. O peggio l’affitto, come accade ai tanti italiani di cui, nell’inchiesta, vi raccontiamo la storia.” (Leggi tutto l’editoriale del Direttore).

Mentre i proprietari maledicono l’Imu, i milanesi si trasferiscono a Novara per risparmiare (in media uno ogni tre giorni). Succede quando anche la periferia è troppo cara, ed è più conveniente fare una vita da pendolari spendendo ogni meso quasi 90 euro di abbonamento ferroviario. Nel Paese in crisi, 160mila famiglie pagano l’affitto in ritardo, e a Livorno, una su 34 è sotto sfratto. Il pericolo che si inneschi una “bomba sociale” è dietro l’angolo perchè “se si toccano casa e lavoro le tensioni non possono che esplodere” precisa Alessandro Bolis, responsabile casa per l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci). Nella nuova inchiesta di Terre ce lo raccontano Laura Bellomi e Lorenzo Bagnoli che hanno seguito le numerose iniziative di protesta in tutta Italia ma non solo: anche in Spagna la bolla immobiliare è un problema sentito, anche se più che gli affittuari, ad essere colpiti col pignoramento dei beni sono stati i i cittadini che hanno acceso un mutuo.

Tutt’altro esito ha avuto invece l’immobilismo trentino: l’ansia di stare fermi, di non procedere, di non evolversi ha garantito la conservazione del paesaggio naturale. La sorella povera tra le valli trentine, quella di Rabbi, è un chiaro esempio di come a volte l’inattività rappresenti una vera risorsa: scampata all’ondata di cemento che ha sommerso le località vicine, oggi rivive grazie alla tenacia e all’intraprendenza di giovani donne imprenditrici, “Il lato bello della valle” che dopo anni di studio anche all’estero sono tornate per “riaccendere” il tesoro naturale del luogo. Nascono così numerose strutture turistiche attente all’ambiente e sopratutto alle persone: piccoli alberghi, bed&breakfast, case rurali e camere in affito, pronte ad accogliere chi non teme di fermarsi per riscoprire la propria dimensione umana.

E la paura è solo uno dei tanti atteggiamenti con cui guardiamo la realtà: si nasconde dietro le proccupazioni e le ansie quotidiane, si veste di sentimenti più facili da comprendere e meno pesanti da sostenere. Come le cose di sempre che, ci ricorda Coelho, non sono mai come sembrano. E lo fa con un racconto in esclusiva per i giornali di strada della rete dell’INSP (per l’Italia: Terre di mezzo Magazine): la storia di due angeli inviati sulla terra a spiare i preparativi per la festività del Natale, dal titolo “Le cose non sono mai come sembrano“. Una storia popolare che ci ricorda che la paura va affrontata ogni giorno: con determinazione, applicazione e fatica. Come nelle storie che vi raccontiamo questo mese. Dove la paura potrebbe essere l’ultima parola. Potrebbe.

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