Terre di mezzo magazine n°34 PDF

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A Milano, sui Navigli, la mafia non chiede il pizzo, perché i locali li compra. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Terre di mezzo – street magazine, che a 160 negozianti della zona (tra via Vigevano, via Ascanio Sforza e viale Liguria) ha posto dieci domande per capire se e quanto sentano la presenza della criminalità organizzata. Dietro l’anonimato del questionario (62 quelli che hanno risposto), 8 esercenti su 10 ammettono la presenza ingombrante delle cosche. Il 61,9%, inoltre, sostiene che a Milano esiste il problema delle tangenti, il 50% ritiene che la piaga dei Navigli sia lo spaccio di droga e il 64,9% assicura che esistono esercizi commerciali abusivi.

L’inchiesta “Navigli. La festa è finita”, pubblicata sul numero di aprile del magazine e curata da Lorenzo Bagnoli, rivela anche il clima di omertà che si respira in una delle zone della movida milanese più note: il 64% dei negozianti è convinto che sia inutile denunciare “perché lo Stato non aiuta chi lo fa”. Inoltre, la stessa percentuale ritiene che vigili urbani e polizia “non agiscano nel modo corretto sul territorio”. Comunque, il 45%, nel caso di estorsione, si rivolgerebbe subito alle forze dell’ordine.

C’è una zona fuori controllo sui Navigli, in cui regnano spaccio, abusivismo e il racket delle occupazioni abusive degli alloggi Aler: è via Gola. La Questura sostiene che non ci siano legami con la criminalità organizzata. Chi non smentisce invece l’esistenza di questi legami è Marco Granelli, assessore comunale alla sicurezza: “Non lo escludo -dichiara a Terre di mezzo-, anche se finora, dalle indagini, non è emerso nulla”.

Testo: Dario Paladini

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