Terre regala Terre

 

L’editoriale del direttore

Una narrazione a finale aperto. Terre (noi lo chiamiamo così) manca da alcuni mesi ai suoi lettori e ai venditori sulla strada. Ora torna con un numero-cantiere, una anticipazione, poco più di un’idea. Torna perché siamo in cerca di un feedback, di un riscontro da parte di chi ci prenderà in mano; ma anche perché noi stessi ne abbiamo sentito l’assenza, come il venir meno di un luogo in cui ritrovarci, lo spazio condiviso in cui sostare e darci appuntamento per un racconto della realtà che consenta il miracolo di sentirsene parte, senza esserne schiacciati. Ci piacerebbe fare un giornale così, dove il finale delle storie non è già scritto, perché dipende da quello che ognuno farà o dirà nei giorni che verranno. Sia che si tratti di biciclette, di foreste o di profughi. Un giornale veloce e bello come un acquerello.

Miriam Giovanzana

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